Che cosa è il polline delle api? benefici per la salute, le preoccupazioni, e le ricette per il superfood più recente

Molto tempo fa, il polline prodotto dalle api, veniva mangiato solamente dai bambini per aiutarli nello sviluppo della  crescita. Al giorno d’oggi si sta diffondendo sempre di più, in negozi di alimentari, e viene messo sempre più frequentemente nei frullati, in tutto il mondo. ” Che cosa è il polline delle api”? Il polline delle api si presenta sotto forma di minuscoli granelli di colore oro, che sono poi di diversa dolcezza a seconda del proprio palato. Esso viene raccolto, quando le api entrano nell’ alveare. Si caratterizza principalmente dalla completezza di tutte le caratteristiche necessarie per il fabbisogno dell’ uomo. Non bisogna sorprendersi quindi dato il suo utilizzo fin dai tempi più antichi, infatti, con un solo cucchiaio, si apportano oltre 2,5 miliardi di granuli di polline di fiori, ci conferma Susan Curtis, il direttore sanitario naturale a Yard Remedies di Neal. ” Benefici per la salute”. Il Dr Curtis ci spiega che il polline delle api è la maggiore fonte di vitamine in un singolo alimento. È infatti un concentrato di nutrienti di diciotto vitamine, tra cui un complesso B, tutti gli amminoacidi essenziali, acidi grassi, RNA, acidi nucleici DNA, enzimi, ed almeno il 25% di proteine. Inoltre aiuta a stimolare la crescita ed a sanare il corpo, più specificamente il sangue, ed il sistema immunitario nervoso. Per le molteplici qualità nutrizionali, Curtis afferma che il suo consumo può portare una serie di vantaggi. I principali privilegi sono: l’aumento della resistenza, della forza, ed infine della velocità. Il recupero poi dall’ esercizio fisico, la crescita muscolare, ed in ultimo, non per questo meno importante la definizione. Il...

Il Cavolfiore, più che un vegetale!

Valori nutrizionali: Una porzione da 100g apporta solamente 25 kcal, questo grazie alla grande abbondanza di acqua di cui si compone questo ortaggio; infatti il 90% del suo peso è costituito appunto dall’ acqua. Il cavolfiore inoltre è una discreta fonte di proteine vegetali e carboidrati.  Rispettivamente Il 3,2%, ed il 2,8%. Del tutto insignificante è il rapporto di grassi: 100g di cavolfiore contengono lo 0.2% di grassi. Il 2,4% del peso è costituito dalle fibre alimentari. 5 Aspetti positivi del consumo del cavolfiore:  1) Il cavolfiore è un’ ottima fonte di potassio, con una minima presenza di sodio che favorisce le naturali proprietà diuretiche. 2) il consumo regolare del cavolfiore aiuta a prevenire il cancro al colon, grazie all’abbondante  concentrazione di sulforafano, un efficacissimo antiossidante. 3) Il cavolfiore possiede anche l’indolo 3 carbinolo, uno dei micronutrienti molto efficace nella riduzione del cancro al seno. 4) Consumato a crudo, il cavolfiore è anche una buona fonte di vitamina C. Purtroppo questo micronutriente è piuttosto sensibile alla cottura e comincia a degradarsi dopo la raccolta dell’ ortaggio. Cotto o crudo il cavolfiore rimane comunque una fonte di vitamina A. 5) il cavolfiore è anche una discreta fonte di fosforo e calcio. Frequenza di consumo consigliata: Il cavolfiore andrebbe consumato dalle due alle tre volte alla settimana, preferibilmente a crudo, per esempio nelle insalate, condito ad esempio con un filo di olio, sale ed aceto. Un altro ottimo modo per mangiarlo è servirlo cucinato al vapore piuttosto che bollito, in quanto i sali minerali e le fibre solubili durante la lessatura si sciolgono e dunque si disperdono nell’acqua di cottura. PREMIA L’IMPRESA...

Lo Sgombro dei benefici!

NOME SCIENTIFICO E SPECIE DI APPARTENENZA: Lo Scomber Scombrus , è il capostipite della famiglia degli Scombridi. HABITAT: Abita le acque costiere del mar Mediterraneo, mar Nero, nord Atlantico, coste marocchine e spagnole ed infine Mar di Norvegia. È presente anche nelle acque islandesi, groenlandesi, ed al largo del Canada. Sguazza nelle acque fino a 200 metri di profondità, si avvicina verso le coste solo esclusivamente nelle stagioni più calde. METODO DI CATTURA: Prevalentemente viene catturato con le reti da circuizione. È indispensabile l’uso di una imbarcazione per le sue caratteristiche di combattente forte e veloce. FORME IN CUI SI TROVA IN COMMERCIO: Si trova in commercio in diverse modalità:  fresco, surgelato, o lavorato ed inscatolato. RIENTRA NELLA DIETA MEDITERRANEA: Lo sgombro è uno dei pesci più apprezzati e più utilizzati nella dieta mediterranea: è raccomandato dai medici per il suo apporto ricchissimo di acidi grassi polinsaturi, fonte di sostanze benefiche per il sangue, le arterie, le ossa, ed i denti. VALORI NUTRIZIONALI: Lo sgombro è un ottimo pesce azzurro, prevalentemente è  una fonte proteica: circa 17g su 100g, privo di zuccheri. L’unico  neo riguarda il suo discreto contenuto di colesterolo, (60-100 mg per 100 g.) comunque paragonabile a quello che apportano le carni bianche, è nettamente inferiore a quello apportato dalle uova. Ogni 100 gr di sgombro fresco contengono 168 Kcal, mentre 100 gr di sgombro sottolio contengono 201 Kcal. 5 ASPETTI POSITIVI DEL CONSUMO DELLO SGOMBRO:   1) e 2) Lo sgombro è ricco di proteine facilmente digeribili, apporta abbondanti sali minerali come il fosforo, indispensabile per l’assorbimento del calcio nelle ossa e per il rinnovamento cellulare....

Proprietà nutrizionali dei legumi

I legumi sono un gruppo molto omogeneo di alimenti, costituito dai frutti secchi delle leguminose. All’interno di questo gruppo, fagioli, ceci e lenticchie sono le specie più importanti per il consumo umano. Altri legumi, come piselli sono anch’essi importanti, ma non quanto fagioli, ceci e lenticchie. La soia invece è una leguminosa che ha una composizione piuttosto equilibrata di proteine, lipidi e carboidrati, anche se è un prodotto che non è ampiamente consumato come lo sono gli altri legumi. Questo non vale per il suo olio che invece è ampiamente utilizzato. A differenza di altri legumi, nella soia sono presenti gli otto amminoacidi essenziali e, anche se è un po ‘carente di metionina, questo problema può essere alleviato se consumato insieme ad altri alimenti per integrare come uova, latte, riso o grano . I legumi, sono uno dei piatti base della Dieta Mediterranea in quanto sono da un lato una fonte importante di nutrienti ma dall’altro non apportano quasi nessun grasso. Sono una fonte importante di carboidrati, proteine, fibre, ferro, vitamine del gruppo B e, anche se si è sempre pensato diversamente, apportano una modestissima quantità di grassi (non supera il 4% della loro composizione), e questi pochi grassi sono per lo più insaturi (ad eccezione della soia che ha circa 23 grammi di grasso in 100 grammi di prodotto). Come già anticipato, sono molto ricchi di carboidrati, soprattutto amido (circa il 50%). Sono quindi molto energetici nonostante il loro basso rapporto lipidico (circa il 2%, tranne i ceci che arrivano a circa il 5%). Il contenuto proteico di legumi è elevato, ma tuttavia questi hanno un basso valore biologico, cioè mancano alcuni amminoacidi...

Tonno: si, quale e quanto?

NOME SCIENTIFICO E FAMIGLIA: il tonno, il cui nome scientifico è Thunnus thynnus, appartiene alla famiglia degli sgombridi. Nella medesima specie albergano anche altri pesci commestibili come gli sgombri e la palamita, nota anche come Sarda Sarda: un pesce che abita le acque del Mar mediterraneo. SPECIE & HABITAT: il termine tonno connota molteplici specie: il tonno alalunga, il pinna gialla, l’Atlantico, il tonno orientale ed infine il tonno rosso. Questa specie di pesce viene pescata generalmente e preferibilmente nelle acque temperate, come l’oceano atlantico, il mar nero ed il mar mediterraneo. Le acque in cui nuotano devono avere una temperatura superiore ai 10/12 gradi, e prediligono sguazzare in zone profonde e lontani dalle coste. METODI DI CATTURA: Il tonno non può essere allevato, quindi quello in commercio, sia come prodotto conservato che come alimento fresco, deriva dalla pesca in mare aperto o dalle tonnare. VALORI NUTRIZIONALI: Le caratteristiche nutrizionali differiscono secondo il modo in cui si intende consumare questo alimento: si può infatti servire come alimento fresco, conservato sott’olio oppure in salamoia. Il tonno fresco è un alimento poco calorico: una porzione di 100 grammi infatti apporta circa 155 kcal più precisamente: 21,5% di proteine, 8,1% di grassi. Come appena detto, questo alimento fornisce proteine nobili, circa 25 grammi per 100 grammi, e pertanto assicura all’organismo tutti gli amminoacidi indispensabili per il ricambio dei tessuti e per la sintesi di sostanze proteiche come ormoni ed enzimi. Il suo apporto proteico è molto utile anche nell’età evolutiva per garantire il corretto accrescimento. Nella frazione grassa abbondano i grassi essenziali omega 3 come EPA e DHA che favoriscono la riduzione di colesterolemia...