Senza creare allarmismi, affrontando il tema in modo concreto e circostritto a quelle che possono essere le casistiche principali della vita di tutti i giorni, parliamo principalmente di mele, pere, agrumi, pesche, gorgonzola, pecorino, provolone.

Tolti i frutti in cui la scelta è obbligata (nessuno credo consumi la buccia del cocomero ad esempio o pensi di sbucciare le ciliegie!!!), restano quelli che di norma circolano nelle nostre case già elencati sopra.

Per essere efficaci, utili e brevi!!,niente di meglio che pochi chiari punti:

  1. La frutta va sempre lavata con acqua, non serve altro ma è importante. Tutti infatti ci concentriamo sui pesticidi ma in realtà è il rischio batterico soprattutto legato agli agenti patogeni che possono essere contenuti nei residui di terreno, ad essere più elevato;
  2. Gli agrumi sono spesso trattati con prodotti chimici che rendono la buccia non edibile (quanti di voi leggono l’etichetta soprattutto quando il prodotto è sfuso?). Non che qualcuno pensi di mangiarla così com’è ma la buccia può essere utilizzata per essere candita o, in percentuale, utilizzata nella classica marmellata fatta in casa. Ecco, il mio consiglio personale è: se vuoi usare la buccia degli agrumi acquista prodotto biologico;
  3. il 50% della vitamina C della mela è contenuta nella buccia e vi sono altri elementi positivi che indurrebbero a suggerirne il consumo. Però….. evitiamo certamente di ingerire la buccia di quei frutti scintillanti poichè trattati con cere lucidanti. Per il resto, ma è una mia opinione personale, consumare la buccia solo quando si consuma prodotto biologico o “dell’orto” di cui però, bisogna conoscere le prassi di gestione!!!! Questa indicazione è valida sopratutto per bambini e ragazzi.
  4. Lo stesso discorso è applicabile a pesche e pere.
  5. Quanto ai formaggi, anche qui vi sono delle scorze non commestibili facilmente riconoscibili perchè risultano pessime al gusto!! Ma ve ne sono delle altre insidiose poichè potrebbero essere di gradimento per qualcuno ma potrebbero anche essere trattate con addittivi di vario tipo (ad es il pecorino, il gorgonzola, il provolone possono esserlo). Se la crosta non è edibile comunque, vi deve essere una chiara dicitura sull’etichetta della confezione o addirittura sulla crosta stessa o, ancora, sulla pellicola che la ricopre.

Muoio se consumo una buccia di arancia o una crosta di formaggio trattata con addittivi protettivi di varia natura?
No di certo!
Però la buona salute si costruisce e mantiene nel tempo attraverso tanti piccoli accorgimenti. Questo principio, al giorno d’oggi in cui le fonti di inquinamento di varia natura sono innumerevoli, assume una valenza strategica sopratutto per il futuro dei più piccoli.
Io mi affido al buon senso cercando di districarmi tra allarmi e contro-allarmi che da anni si susseguono e ci accompagnano generando dubbi e spesso confusione. Mangiamo un po di tutto, scegliendo la QUALITA’, e LEGGENDO con cura le ETICHETTE.
Se avete dei dubbi, scrivete!
Andrea Nesi