Elettricità dal moto ondoso, in Brasile primo test

Il prototipo è già una realtà, installato nel porto di Pecem (stato di Cearà). La soluzione sembra, a sentire la descrizione, molto semplice ed interessante. Il modo ondoso fa oscillare un braccio meccanico, questo saliscendi attiva una pompa che spinge getti d'acqua ad una pressione sufficiente ad attivare una turbina collegata a sua volta ad un generatore. Video Elettricità dal moto ondoso Secondo l'ente brasiliano per l'energia elettrica, produrre elettricità dal moto ondoso potrebbe essere una straordinaria soluzione visto che la terra è ricoperta per i tre quarti dagli oceani. Sta di fatto che il Brasile avanza velocemente nello sviluppo di soluzioni per la produzione delle energie rinnovabili e punta, anche grazie a quest'utima innovazione, l'elettricità dal moto ondoso, a rappresentarne l'avanguardia mondiale. Veramente interessante l'ipotesi di ricavare elettricità dal moto ondoso! Speriamo che i test diano buoni esiti e si dia il via ad una serie di installazioni che vadano a contribuire all'incremento delle percentuali di produzione elettrica da fonti rinnovabili.  Andrea Nesi...

Discariche Bussi, la prescrizione salva gli imputati. Il Ministro Galletti annuncia appello.

E’ incredibile ma vero, nel 2014 risulta ancora difficile condannare dei colpevoli di reati ambientali. Eppure a Bussi le discariche ci sono, i veleni anche, i 19 imputati pure, l’azienda che li stipendiava anche (Montedison ndr). Nessuna condanna per l’avvelenamento, accertato, delle acque e, riguardo il disastro ambientale, altro capo d’imputazione, arriva la derubricazione a disastro colposo e la conseguente assoluzione per prescrizione nel contempo sopraggiunta. Per fortuna, si fa per dire, il Ministero dell’Ambiente, per voce (anzi twitter) del Ministro Galletti, annuncia che non ha intenzione di accettare questo stato di cose di fronte a reati certi e colpevoli noti. Ricorrerà in appello. Nel contempo a Bussi restano i veleni che non hanno esaurito la propria pericolosità e continuano ad inquinare le falde acquifere, ma resta anche il forte senso di ingiustizia per le evidenti carenze giuridiche che consentono un epilogo tanto ingiusto, privo di buon senso e carico di amarezza per i cittadini direttamente interessati dal problema ma anche per tutti gli altri ai quali questa sentenza giunge come messaggio tutt’altro che rassicurante. Speriamo nell’appello!!! Andrea...

AMBIENTE: AICS, ON-LINE L’ALBO DELLE STRUTTURE ECO-RICETTIVE

Si chiama “Albo Aics delle Strutture Eco-Ricettive” con sottotitolo “COMUNICA IN POCHI CLICK AI NOSTRI 960.000 SOCI QUANTO E’ SOSTENIBILE LA TUA STRUTTURA” la nuova iniziativa della Commissione Nazionale Ambiente di AICS che mira a catalogare le strutture ricettive in base alle caratteristiche di eco sostenibilità dirette ed indirette (http://www.ecovelaplay.com/albo-aics-eco-ricettivita). Difatti non si fa riferimento alle caratteristiche estetiche o ai servizi della struttura, il che rappresenterebbe una inutile replica del sito internet della struttura medesima e che difatti viene riportato sotto forma di link nella scheda dell’Albo AICS Ambiente, ma si punta tutto su elementi qualificanti sul fronte ambientale a tutto tondo. Con alcuni requisiti obbligatori. La struttura deve infatti accettare di sottoscrivere due dichiarazioni, una contro gli OGM nella filiera alimentare ed una seconda in favore e sostegno della dieta Mediterranea. Deve inoltre possedere almeno 7 dei requisiti prospettati nella procedura di qualificazione AICS Ambiente.  “Il nostro target ottimale è quello rappresentato dal turismo rurale, gli agriturismi, i B&B, gli affittacamere. Quelle realtà dove ci si aspetta di trovare rapporto umano, genuinità, tipicità. Ma anche, grazie alla collaborazione con i nostri 12.000 circoli sportivi associati, sport, natura, cultura. Una delle opzioni di qualificazione difatti chiede la disponibilità della struttura ad essere coinvolta in iniziative sportive e/o culturali organizzate da AICS sul territorio” Spiega Andrea Nesi responsabile del settore Ambiente di AICS ed ideatore dell’iniziativa “Sul fronte della consultazione da parte dell’utenza sarà interessante prospettare come elementi primari gli aspetti ambientali diretti ed indiretti e solo successivamente la struttura vera e propria. Una scelta innovativa ma che va incontro alle recenti statistiche: il turismo ambientale tra i turisti stranieri arriva al 9,4%...

Sulle coltivazioni OGM, l’Unione europea sta procedendo con cautela. Ma in favore di chi?

Nel campo degli organismi geneticamente modificati (OGM), la Commissione europea continua a muoversi con cautela. La massima istituzione dell’Europa Unita rassicura sul fatto che gli stati potranno autonomamente vietare le coltivazioni OGM completamente o solo in parte sul loro territorio. Un “accordo di principio” è stato trovato nella notte (del 3 dicembre ndr) tra la Presidenza dell’Unione europea e il Parlamento italiano sulle norme che disciplinano la concessione di autorizzazioni a coltivazioni OGM. Se non vi saranno intoppi nei passaggi intermedi, infine, l’accordo dovrebbe essere sottoposto al voto del Parlamento in occasione della sessione plenaria di gennaio. Gli stati membri avranno poi un mese di tempo per ratificare formalmente. Questo ci fa prevedere che non avremo news definitive fino a marzo-aprile il che significa arrivare in ritardo per pensare alle semine per le colture da raccogliere nel 2016. La decisione era molto attesa da grandi gruppi industriali. Infatti, alcuni mais geneticamente modificati, il Monsanto MON810 ed il TC1507 Pioneer, hanno ricevuto un parere positivo dell’EFSA, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, ed attendono la pubblicazione dell’autorizzazione alla coltura. Altri quattro sono in attesa!!! L’autorizzazione o licenza non arriverà domani o dopo domani. Infatti si dovrà attendere l’attuazione dei nuovi regolamenti. Almeno è quanto dichiara il portavoce per la salute, Enrico Brivio. I primi raccolti dovrebbero riguardare solo un piccolo numero di paesi poichè gli OGM sono stati osteggiati da un gran numero di paesi riluttanti all’utilizzo e che d’ora in avanti potranno invocare ragioni socio-economiche, ambientali o comunque motivazioni connesse con l’uso dei terreni agricoli per vietarne l’utilizzo. L’elenco di questi motivi sarà contenuto come elemento chiave nell’accordo finale....

Secondo l’Europa un accordo sulla gestione del clima non può prescindere dall’America Latina

Si pensa già ad un modello di “grande coalizione” per lavorare al nuovo modello che, dal 2020 dovrà sostituire il protocollo di Kyoto. Il commissario europeo per l’ambiente e l’energia, Miguel Arias Cañete, ritiene che la cooperazione tra l’Europa e l’America Latina sarà fondamentale per raggiungere, il prossimo anno, un accordo globale per ridurre il riscaldamento del pianeta. A tal proposito ed a sostegno di questo schema, lunedì verrà pubblicato sulla rivista della Fondazione UE- America Latina Union (eulacfoundation.org/) un articolo a cura dell’ex primo ministro spagnolo. In ogni caso, si tratta di un passaggio di vitale importanza se si vorrà raggiungere un accordo complessivo, che preveda vincoli giuridici, in occasione del vertice di Parigi programmato per la fine del prossimo anno, che si pone l’obiettivo di contenere il riscaldamento globale al di sotto dei 2 gradi Celsius con il pieno coinvolgimento di tutte le nazioni. La collaborazione tra i principali blocchi economici del pianeta, a suo avviso, è un elemento chiave su cui cominciare a lavorare già al vertice sul clima a Lima, in Perù (attualmente in corso sino al 12 dicembre),come attività preparatoria e propedeutica alla conclusione dell’accordo di Parigi nel 2015. L’Unione europea e l’America Latina devono esercitare sempre più la loro leadership mondiale sulle questioni ambientali, pubblicizzare costantemente e trasversalmente gli impegni assunti riguardo la riduzione dei gas che causano il riscaldamento globale, ben sapendo che il programma Euroclima continuerà a sostenere i paesi latino-americani nei loro progetti di contenimento delle emissioni dannose e di adattamento ai cambiamenti climatici. In ogni caso si respira un certo ottimismo riguardo la possibilità di arrivare ad un accordo...