IL SUCCESSO DEL ‘NO OGM’: San Daniele vola oltreoceano

Carlo Dall’Ava, maestro prosciuttaio di San Daniele del Friuli, sta per sbarcare ai magazzini Harrods di Londra. Porterà  prosciutti d’autore, stagionati per 30 o 48 mesi, prezzi incredibili, a partire da 14 euro l’etto. Vladimir Dukcevich, amministratore delegato del gruppo King’s e Principe, ha avviato linee che garantiscono prosciutti ricavati da maiali senza ogm per una catena americana mentre assicura a un gruppo inglese cosce mai curate con antibiotici. Prosciutti che costano di più, è ovvio. A San Daniele la parola d’ordine è alzare l’asticella. Sempre di più, con la certezza che i risultati arrivano. La crisi globale ha picchiato duro, anche a tavola. Ma il consorzio del San Daniele, San Denel in lingua friulana, ha chiuso il 2010 con un aumento della produzione del 9,1% sul 2009, arrivando a lavorare 39,4 milioni di chili di cosce. Livelli da pre-crisi, 1,3 milioni di chili in più rispetto al 2007. In altre parole 2,7 milioni di prosciutti, quasi 50mila in più rispetto a tre anni prima. E i produttori definiscono il 2010 «un anno discreto». «Abbiamo patito la crisi, il 2009 è stato un anno terribile – spiega Mario Cichetti, direttore del Consorzio del San Daniele, che raggruppa 31 produttori concentrati in questo paesino di 8.200 abitanti, con un microclima eccezionale, un mix tra le montagne di Tarvisio e l’Adriatico, con il Tagliamento in mezzo – con una contrazione dell’8% rispetto al 2008. Ma siamo riusciti a recuperare terreno, nonostante i nostri prezzi di vendita siano mediamente superiori a quelli dei nostri concorrenti». Crisi che ha portato a una forte contrazione dei margini di redditività , ma nessun giorno di cassa...

Ungheria, divieto degli OGM

Il sottosegretario del Ministero dello Sviluppo Rurale ha dichiarato che per l’Ungheria rimane importante che nel Paese non vengano coltivati prodotti geneticamente manipolati. In un incontro organizzato presso il palazzo del Parlamento ungherese dei presidenti delle commissioni di agricoltura dei Paesi dell’UE (nell’ambito del semestre di presidenza europea dell’Ungheria), il sottosegretario ha ribadito che la chiave del successo per l’agricoltura ungherese è la produzione sana, sicura, priva di residui di sostanze chimiche, in grado di conservare la purezza delle acque e del suolo, della flora e della fauna, il paesaggio e le sue colture. Con questo tipo di agricoltura i prodotti hanno possibilità  di trovare mercati di sbocco. In questo quadro non rientrano i prodotti OGM. Fonte:...

Agricoltura, Burlando: “No ogm in Liguria, serve qualità  forte e valorizzazione prodotti”

Regione. “L’agricoltura è faticosa ma sicura, non sparisce da un giorno all’altro come certe operazioni finanziarie”. Lo ha detto oggi, Claudio Burlando al convegno di Coldiretti ad Euroflora. “Un dato positivo – ha sottolineato il governatore – è la crescita di una nuova generazione di agricoltori, non necessariamente figli di altri coltivatori ma il futuro, in una territorio piccolo e delicato come il nostro, deve passare per la valorizzazione dei prodotti attraverso le antiche tradizioni. Difficile pensare agli ogm in Liguria”. “Più che quantità  – ha aggiunto Burlando – servono qualità  forti. Il territorio ligure è molto faticoso e rende meno, ma è necessario non abbandonarlo anche perchè la presenza degli agricoltori, in una regione che è coperta per il 70% da boschi, aiuta a prevenire incendi e...

BIOSICUREZZA: OGM, tracce di erbicidi e pesticidi in donne e feti

Studio canadese documenta per la prima volta la presenza nel corpo umano di erbicidi e insetticidi, causata dal consumo di Ogm di Nicoletta De Cillis 27 aprile 2011 – Tracce della tossina insetticida prodotta dai geni del batterio del suolo Bacillus thuringiensis (Bt) e dei fitofarmaci glifosato e glufosinato associati alle piante geneticamente modificate sono state identificate nel sangue di un gruppo di donne oggetto di uno studio dell’Università  di Sherbrooke, in Canada. Nel sub campione di donne in stato di gravidanza i composti sono stati ritrovati, oltre che nelle madri, anche nei feti. Lo studio è stato condotto su 69 donne, di cui 30 incinte, di cui si sono misurati i livelli ematici degli erbicidi a base di glifosato e glufosinato, e della proteina insetticida Cry1Ab. L’obiettivo dei ricercatori era quello di verificare se la dieta quotidiana potesse rappresentare un fattore di esposizione a questi composti chimici e di acquisire i dati utili ad una successiva e più approfondita analisi sui possibili risvolti sanitari, in particolare per la riproduzione femminile e il corretto sviluppo del feto. Dalle analisi del sangue è emersa la presenza di metaboliti di glufosinato nel 100% delle donne incinte e dei campioni di cordone ombelicale, mentre la tossina Cry1Ab è stata riscontrata nel 93% delle donne incinte e nell’80% del cordone ombelicale esaminato. Nelle donne non incinte, invece, composti di degradazione del glifosato sono stati riscontrati nel 5% dei casi, metaboliti di glufosinato nel 69% e la proteina Cry1Ab nel 69 % del campione totale. Questi dati sembrano indicare la possibilità  che il principale prodotto della degradazione del glufosinato sia in grado di attraversare...

Geni fuori controllo. Biotecnologie: un biglietto di sola andata?

Appena arrivato in Italia in dvd, il documentario ‘Geni fuori controllo. Sulla strada delle biotecnologie: un biglietto di sola andata?’ di Bertram Verhaag e Gabriele Krà¶ber dispiega in poco più di un’ora e mezza le conseguenze che a livello globale stanno avendo le applicazioni delle nuove tecnologie sulla vita. di Claudia Bruno – 26 Aprile 2011 Il documentario di Bertram Verhaag e Gabriele Krà¶ber dispiega in poco più di un’ora e mezza le conseguenze che a livello globale stanno avendo le applicazioni delle nuove tecnologie sulla vita Nei primi anni ’90 la multinazionale americana Monsanto comincia a fare esperimenti genetici sulle piante e arriva a produrre la canola e la soia geneticamente modificate, organismi in grado di resistere ai pesticidi prodotti dalla stessa società , come il Round Up. La Monsanto inizia cosଠa vendere agli agricoltori non solo i semi brevettati ma anche le sostanze chimiche corrispondenti. Nel giro di poco tempo cominciano i guai: in Canada la canola e la soia Ogm distruggono intere colture autoctone e semi puri, mandando in rovina l’attività  dei produttori locali. Nel documentario di Bertram Verhaag e Gabriele Krà¶ber, Life running out of control – prodotto in Germania nel 2004 e appena arrivato in Italia in dvd con il titolo ‘Geni fuori controllo‘- uno di loro, Percy Schmeiser, racconta: “nel 1996 quando è entrata in commercio la canola Ogm non c’è stato nessuno che ci avesse avvisato su quello che poteva succedere. Ma ora molte persone al mondo sanno quello che è successo: contaminazioni, scomparsa delle biodiversità , esaurimento delle sementi pure e fine della possibilità  di scelta”. Negli stessi anni la stessa multinazionale...