UE, incerti i benefici del transgenico

Secondo la Commissione Ue i dati raccolti fra gli stati membri non danno un quadro chiaro dei benefici socio-economici delle coltivazioni Ogm, mentre resta la frattura tra favorevoli e contrari
di Nicoletta De Cillis

 

18 aprile 2011 – Le informazioni fornite dagli stati europei sulle coltivazioni OGM sono statisticamente limitate e basate su idee preconcette, pertanto non si può avere un quadro sufficientemente chiaro dei loro eventuali benefici socio-economici. A dirlo è la Commissione Ue in un report appena pubblicato, frutto di un’indagine svolta tra gli stati membri attraverso la distribuzione di un questionario.
Nel documento si sottolinea come le informazioni ricevute circa gli impatti economici dell’adozione del biotech siano sufficienti per avere un quadro chiaro della realtà  europea, mentre risulterebbero scarse – o addirittura nulle – quelle concernenti gli impatti sociali e sulla catena alimentare. In generale la metà  dei paesi europei non vedrebbe alcun beneficio dalle semine biotech. Per la Commissione, invece, gli agricoltori che coltivano le varietà  transgeniche rese resistenti agli erbicidi e agli attacchi dei parassiti potrebbero beneficiare di una resa maggiore.

Il dossier è stato realizzato su richiesta del Parlamento e del Consiglio ambiente, che nel 2008 avevano chiesto di “Raccogliere informazioni sulle implicazioni socio-economiche della coltivazione degli Ogm lungo la catena alimentare”. Oltre ad utilizzare i dati forniti dai singoli paesi, la Commissione ha analizzato anche la letteratura scientifica internazionale e le conclusioni dei progetti di ricerca (CO-EXTRA, SIGMEA, e CONSUMERCHOICE) finanziati dall’European Framework Programme for Research.

Le conclusioni del dossier sono state contestate dagli ambientalisti, secondo cui il report tenderebbe a minimizzare le problematiche ambientali e i costi indiretti derivanti dalla contaminazione delle colture convenzionali e biologiche. La Commissione sollecita ora il Parlamento, gli stati membri e le parti interessate ad aprire una discussione sulla base di dati certi, superando la polarizzazione emersa dalla presentazione dei dossier.

In ogni caso le conclusioni del dibattito sugli eventuali benefici socio-economici degli Ogm non influiranno sul processo di autorizzazione, basato esclusivamente sull’esame dei rischi sanitari ed ambientali, mentre è ancora in corso il confronto sulla possibilità  giuridica per gli stati di vietare o meno la coltivazione delle piante transgeniche sul proprio territorio.

Per saperne di più:
REPORT FROM THE COMMISSION TO THE EUROPEAN PARLIAMENT AND
THE COUNCIL