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Tecnologie pulite: grande opportunità per le piccole e medie imprese

Tecnologie pulite: grande opportunità per le piccole e medie imprese

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  • Piccole e medie imprese nei paesi in via di sviluppo sono in grado di generare una crescita significativa del volume di affari, pari a 1.600 miliardi dollari, ed all’occupazione purché sfruttino le 0pportunità di mercato offerte dalle tecnologie pulite,
  • America Latina e Africa sono tra i più grandi mercati per le piccole e medie imprese del settore valutati rispettivamente in 349.000 milioni di dollari e 235.000 milioni di dollari.
  • Le PMI sono il principale volano della creazione di posti di lavoro. I posti di lavoro nel settore delle tecnologie pulite, a confronto con altri settori, in media richiedono una maggiore preparazione, sono più sicuri ed offrono salari più alti. Tutti i Paesi dovrebbero adottare misure in tal senso in modo da sfruttare appieno questo potenziale di crescita.

Un nuovo rapporto della Banca mondiale quantifica come significative le opportunità per le piccole e medie imprese (PMI) nei paesi in via di sviluppo, che consentirebbero loro di generare crescita e posti di lavoro, fornendo soluzioni alle sfide attuali e del futuro in materia di clima a livello locale.

La maggiore enfasi sulla questione del cambiamento climatico ha invitato i paesi ad intraprendere misure per evitare una catastrofe ambientale. Questo nuovo documento, il “Green Building industrie competitive: il clima e la Clean Technology, Opportunità per lo sviluppo dei Paesi” (Rafforzare le industrie verdi competitive: L’opportunità che il clima e tecnologie pulite nei paesi in via di sviluppo), sostiene che il contrasto al cambiamento climatico rappresenta una straordinaria opportunità economica, soprattutto per i paesi in via di sviluppo. Il rapporto, pubblicato dal infoDev, un programma per l’innovazione, l’imprenditorialità e la competitività di Trade Practices Mondo e della Banca mondiale, raccomanda che i settori pubblico e privato intraprendano azioni per promuovere il mercato del settore delle tecnologie di pulite.

“La promozione delle industrie locali di tecnologie pulite nei paesi in via di sviluppo in grado di stimolare la crescita economica sostenibile e creare ricchezza”, ha dichiarato Anabel Gonzalez, senior director di pratiche commerciali e della competitività mondiali, della Banca Mondiale, “affrontare le priorità di sviluppo urgenti come l’accesso all’energia pulita e conveniente, all’acqua pulita ed alle pratiche agricole sicure per l’ambiente ed il clima”

Solo negli ultimi dieci anni, la clean tech è emersa come un importante mercato globale. E, nel corso dei prossimi 10 anni, secondo le stime, 6,4 miliardi dollari saranno investiti nei paesi in via di sviluppo. Del mercato totale in questi paesi, le PMI avranno accesso a circa 1,6 miliardi di dollari, sempre secondo il rapporto. Cina, America Latina e Africa sub-sahariana sono i tre principali mercati in via di sviluppo per le piccole e medie imprese in questo settore, con in programma 415 000, 349 000 e 235.000 milioni di dollari di mercato, rispettivamente. I settori con il maggiore potenziale sono rappresentati da trattamento delle acque reflue, vento on-shore, pannelli solari e fotovoltaici, veicoli elettrici, bio-energia e piccoli progetti idroelettrici.

Per liberare questo straordinario potenziale ambientale ed economico, è necessario fare il massimo per sostenere le imprese verdi. Piccole e medie imprese impegnate nelle tecnologie pulite devono affrontare sfide enormi, soprattutto nelle fasi di finanziamento iniziale e di crescita. I rispettivi paesi possono sostenere la possibilità di cogliere queste opportunità con la creazione di incentivi per politiche specifiche a favorire lo sviluppo dei rispettivi settori clean-tech. Il rapporto fornisce ai responsabili politici, una gamma di strumenti pratici che possono aiutare a sostenere le PMI come, ad esempio, meccanismi innovativi di finanziamento, nascita e riconversione di imprese, sviluppo del mercato, sviluppo tecnologico, ma anche riguardo il quadro giuridico e regolamentare. Queste considerazioni politiche sono illustrate con casi di studio (history Case) di programmi nazionali in Corea del Sud, India, Thailandia ed Etiopia.

La relazione mette in evidenza le opportunità di mercato per le tecnologie pulite che possono avere anche un significativo impatto sociale. In Kenya, ad esempio, il fatto che circa l’80% della popolazione non è collegato alla rete elettrica rappresenta un vasto mercato di nuove soluzioni per questioni climatiche, con impatto sociale e di sviluppo locale. Gli imprenditori e le PMI locali stanno dimostrando capacità di produrre soluzioni innovative per le tecnologie solari e biogas. Questo non solo crea posti di lavoro e protegge l’ambiente, ma fornisce anche nuove opzioni per un’alimentazione sostenibile, al di fuori dalla rete elettrica convenzionale, impattante in particolar modo sui più poveri che, non dimentichiamo, rappresentano il 40% della popolazione.

Il settore delle tecnologie pulite vince se rapportato con la qualità del lavoro in altri settori. Difatti questo comparto richiede una maggiore preparazione ed offre salari più alti ed una maggiore sicurezza/stabilità del lavoro. Si prevede che l’intero pianeta si sposterà verso un’economia con minori livelli di emissioni di carbonio ed un’economia più efficiente nell’uso delle risorse; questi assi produrranno un doppio vantaggio in termini di posti di lavoro e miglioramento ambientale.

Il programma di tecnologie legate al clima di infoDev offre sostegno a PMI ed aziende locali in questioni legate allo sviluppo/applicazione di tecnologie pulite ed il controllo del clima attraverso i suoi Centri di Innovazione Climatica (CIC). Fino ad oggi, il CIC Kenya (ad esempio) ha sostenuto 83 piccole imprese che hanno fornito l’accesso all’acqua pulita a più di 8200 persone, ha consentito l’accesso alle fonti di energia a basse emissioni di carbonio per quasi 49 000 e diminuito di 59.675 tonnellate l’immissione in atmosfera di CO2 (equivalenti allo scarico del gas prodotto ogni anno da circa 13 000 automobili).

andrea