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SICUREZZA ALIMENTARE Africa, no agli aiuti con OGM

SICUREZZA ALIMENTARE Africa, no agli aiuti con OGM

In Africa, il governo dello Zimbabwe ha deciso di rifiutare gli aiuti alimentari contenenti mais OGM. Benchè il 16% della popolazione attraversi un’ emergenza alimentare a causa dell’insufficienza della produzione agricola, il Ministro dell’agricoltura ha dichiarato che non accetterà  gli aiuti internazionali dove il mais non sia stato almeno ridotto in farina. Il timore è infatti che gli agricoltori potrebbero in parte utilizzarlo per seminare i campi, provocando una contaminazione da OGM delle colture naturali e biologiche destinate alle esportazioni.
La decisione del governo, che riconferma la posizione presa già  nel 2002, riguarda anche i possibili impatti a lungo termine del mais transgenico sulla salute dei cittadini e, nonostante lo stato di povertà  della popolazione, il Ministro ha dichiarato che autorizzerà  soltanto l’importazione di derrate alimentari come polli e latte. La necessità  di evitare qualsiasi fonte di contaminazione genetica è stata espressa anche dalla Taskforce Nazionale della Soia, un’associazione di coltivatori che teme di perdere il mercato europeo della soia OGM-free.
Il timore che il mais OGM importato possa essere utilizzato per la semina, provocando un inquinamento delle colture naturali, è abbastanza diffuso in vari paesi dell’Africa. Un recente rapporto dell’Ispettorato fitosanitario del Kenya ha denunciato, ad esempio, che tra il 2008 e il 2009 circa la metà  dei carichi di mais provenienti dal Sud Africa sono risultati contaminati da OGM. Per far fronte a questo problema i 15 paesi del SADC, la Comunità  di Sviluppo dell’Africa Meridionale di cui fa parte lo Zimbabwe, hanno preso l’iniziativa di dotarsi di laboratori per il controllo degli OGM, nonchè di rafforzare la cooperazione per mantenere la competitività  nel mercato dei prodotti OGM-free.

Paolo