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Si alla bonifica dei campi OGM illeciti nel Viterbese

Si alla bonifica dei campi OGM illeciti nel Viterbese

Finalmente il ministero dell’Ambiente ha dato l’ok per chiudere definitivamente una sperimentazione, iniziata nel 1998 ma che era scaduta da ben tre anni, relativa alla sperimentazione transgenica. Il ministro dell’Ambiente Clini ha, infatti, accolto la richiesta della Fondazione Diritti Genetici sulla dismissione di quei campi dell’Università della Tuscia che erano stati destinati ad un programma di ricerca sulla sperimentazione transgenica. Tale fondazione aveva spedito una missiva al ministro Clini, al ministro Catania e ad al presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, chiedendo l’immediata dismissione del campo in applicazione della legge vigente o, in alternativa, l’avvio di un nuovo programma di ricerca. La risposta è stata più che tempestiva. In data 31 maggio, il ministero si è espresso in termini di “immediata dismissione del sito”, specificando che le autorità “hanno provveduto, nuovamente, ad invitare l’università della Tuscia a procedere alla immediata dismissione del sito di sperimentazione di kiwi, ciliegie ed olivi GM”.

Tuttavia, per il momento, nessuna bonifica è ancora avvenuta e tutto è rimasto in via puramente teorica. Il presidente della Fdg, Mario Capanna, con toni più che amareggiati, ha sottolineato come “il ministero presieduto da Clini non abbia preso in considerazione la possibilità di fare ricerca, sottovalutandone l’importanza”. In ogni modo, rimane indiscusso il successo ottenuto grazie all’impegno della Fdg, la quale è riuscita a sanare una situazione di illegalità, per troppo tempo procrastinata. Capanna ha inoltre specificato come si auguri che i due ministeri, dell’Ambiente e dell’Agricoltura, riescano a coordinarsi al fine di evitare che i campi siano distrutti senza che siano stati prelevati i campioni sul materiale vegetale e sull’ambiente, interessati dalla sperimentazione, assai utile ed importante per la valutazione di eventuali effetti avversi, non previsti al momento del rilascio dell’autorizzazione.

Il ministero dell’Agricoltura ha, invece, subito espresso la propria volontà di avviare un programma di ricerca, prima della definitiva dismissione del sito di sperimentazione.

Nessuna risposta, per ora, si è avuta dal presidente della regione Lazio, Renata Polverini.

Paolo

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