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«Qualità , non quantità  Alla nostra agricoltura non convengono gli Ogm»

«Qualità , non quantità  Alla nostra agricoltura non convengono gli Ogm»

Lo stop agli organismi geneticamente modificati annunciato dal neoministro dell’Agricoltura Saverio Romano all’inaugurazione del 45° Vinitaly «non è una nuova strategia, è la strategia, perchè alla nostra agricoltura non convengono». Ad affermarlo è il presidente della Commissione Agricoltura del Senato, Paolo Scarpa Bonazza Buora. «Sul fatto che gli ogm facciano bene o male il dibattito è tuttora aperto», continua il senatore del Pdl, ieri negli stand della Fiera, «ma noi dobbiamo valutare solo se fanno bene all’agricoltura italiana: il risultato è che non convengono perchè dobbiamo coniugare alla quantità  soprattutto la qualità  delle nostre produzioni».

Il dibattito innescato dal neoministro Romano che, a differenza del suo predecessore Giancarlo Galan, aveva chiuso la porta agli ogm continua quindi a tenere banco nei padiglioni della rassegna dedicata al vino.
«Il nostro no», ribadisce il veneziano Scarpa che è anche imprenditore agricolo, «non riguarda aspetti scientifici o di salute, che non ci competono, ma si basa unicamente su un discorso di convenienza per le nostre aziende, che, non dimentichiamolo, sono al servizio dei consumatori».
Scarpa, tuttavia, non vuole polemizzare con Galan, secondo il quale il nuovo titolare delle Politiche agricole ha «scelto di far il portavoce della Coldiretti».
«In questo campo, nel governo non ci sono pro e contro poichè il nostro comparto agricolo, e in primis la viticoltura, ha investito molto sulle capacità  dei produttori e sulla qualità . Aprire agli ogm in questo contesto, quindi, sarebbe quantomeno inopportuno. A noi che produciamo qualità , che abbiamo di recente varato una legge sull’etichettatura avanzata non conviene, e lo possiamo dire per deduzione logica, fotografando la realtà  italiana, seconda agricoltura europea per quantità  ma prima per valore aggiunto: per questo stiamo duramente combattendo a Bruxelles », sottolinea il presidente della Commissione agricoltura di Palazzo Madama, «per evitare che prevalga solo il concetto di superficie nella distribuzione degli aiuti comunitari».
Inaugurando Vinitaly, il ministro aveva dichiarato: «Dico no agli ogm non perchè sonoinnamorato di una convinzione scientifica: sono innamorato della produzione italiana, di una difesa strenua del nostro mercato che non è in condizione di competere con i produttori globali che spesso usano anche metodi fraudolenti». Una presa di posizione, afferma Scarpa, «che fa piacere poichè il ministro ha ribadito che gli ogm sono qualcosa di contrario alla nostra strategia».
Infine, invita i viticoltori «a superare gli individualismi e a puntare sulla capacità  di aggregazione, mirando anche alla grande distribuzione perchè questa è l’unica possibilità  di essere competitivi nei confronti di Paesi che hanno grandi estensioni, un costo del lavoro più basso, anche attraverso lo sfruttamento della manodopera che qui fortunatamente non esiste».E.S.

Paolo