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OGM: un’incognita in tavola

OGM: un’incognita in tavola

In Italia gli OGM non possono essere coltivati ne tanto meno consumati dall’uomo. Però vengono regolarmente importati ed utilizzati per la produzione di mangime per bestiame. C’è da chiedersi che senso abbia una politica del genere, visto che non sappiamo con certezza quali effetti l’alimentazione con prodotti OGM possa provocare sul bestiame e quindi sull’uomo che si nutre di carne, uova e latte. L’Europa ha adottato una politica di “precauzione” (Convenzione sulla Biodiversità ) nei confronti degli organismi geneticamente modificati (OGM) in quanto tuttora non vi sono prove certe del loro impatto ambientale e dei danni che possono procurare all’uomo e agli animali. I prodotti OGM quali mais e soia sono stati modificati geneticamente alla scopo di renderli resistenti ai diserbanti ed agli insetti. Uno dei problemi è che nel tempo le piante transgeniche hanno contaminato le altre piante rendendole anch’esse resistenti ai diserbanti, con il risultato che sia per estirpare le vecchie colture OGM che per diserbare i campi vengono usate dosi massicce di diserbante.

I mangimifici del ragusano importano soia e mais OGM per la produzione del mangime, questo fa si che gli OGM vengono immessi in tutto il ciclo produttivo della zona in quanto i mangimifici riforniscono gli allevamenti, gli allevamenti ci forniscono carne, uova, latte, e quindi formaggi, etc. I prodotti che arrivano in porto a Pozzallo vengono sottoposti a controlli effettuati da organi che operano a livello regionale per il ministero delle politiche agricole e l’ispettorato sul controllo e la qualità  agroalimentari. In caso di prodotti contaminati o rovinati viene effettuato lo sbarco e poi si apre un contenzioso privato su chi acquista il carico e chi lo ha venduto. E’ l’acquirente che decide infine se acquistare o meno il prodotto ricevuto. Se i prodotti invece sono tossici o non compatibili con le norme Italiane gli organi di controllo provvedono a che non siano immessi nel mercato, i prodotti possono essere distrutti,non essere scaricati e venire rimandati indietro direttamente. I prodotti che arrivano con destinazione zootecnica possono essere OGM, in particolare il mais e la soia provenienti da Argentina e Brasile sono prodotti transgenici e sono destinati ai mangimifici locali. Invece i prodotti quali semente, i prodotti destinati alla produzione e alla coltivazione, non devono essere OGM. I prodotti che arrivano dall’Europa rispettano le normative europee in merito agli OGM, mentre i prodotti provenienti da paesi extraeuropei rispettano le normative vigenti nel paese di origine che in ogni caso devono rispettare quelle internazionali per essere accettati e scaricati in Italia.

Al porto di Pozzallo arrivano da 1 a 3 navi settimanali, dalle 3.000 alle 5.000 tonnellate a nave, quindi 10.000-15.000 tonnellate di prodotti settimanali. Se il prodotto importato è OGM viene dichiarato in dogana, dove viene controllato il Certificato ogm. E’ importante che se il prodotto è OGM sia dichiarato, il che non implica alcun impedimento all’acquisto. Nel 2010 al porto di Pozzallo sono state sbarcate 127.688 tonnellate di Mais e 78.028 tonnellate di soia. Le norme vigenti attualmente non prevedono l’indicazione dell’uso di prodotti OGM nell’etichettatura dei mangimi. Quindi quando acquistiamo la nostra bistecca o il nostro polletto non sappiamo se andiamo a nutrirci di un animale cresciuto ad OGM. ¬¬
Martha Iacono

Paolo