OGM, l’irresponsabile provocazione del Ministero sulla coesistenza

La provocazione del Ministero di avocare a sè in via esclusiva la decisione di aprire alla coesistenza e quindi ammettere surrettiziamente la coltivazione di OGM rappresenta uno strappo immotivato e arrogante che non tiene in alcuna considerazione non solo il rispetto delle competenze istituzionali sancite dalla Costituzione, ma anche la volontà  della grande maggioranza dei cittadini italiani e degli operatori e delle organizzazioni del settore agroalimentare.

È il commento di AIAB alla lettera inviata dal Dipartimento Politiche competitive del dicastero Agricolo al Dipartimento Politiche Europee della Presidenza del Consiglio, in risposta alla richiesta della Commissione europea di approvare quanto prima le misure di coesistenza. Una provocazione che, secondo AIAB, arriva con la tacita copertura del ministro Galan, che dopo il lungo silenzio e la lunga inerzia sulla vicenda delle semine illegali di mais transgenico dello scorso anno in Friuli, torna una a occuparsi di OGM dimostrandosi una volta di più irresponsabile.

La medesima lettera, per altro, non ha mancato di suscitare reazioni sdegnate anche nell’opposizione. In particolare l’On. Cenni ha presentato un’Interrogazione a risposta immediata al Ministro delle Politiche Agricole in Commissione Agricoltura alla Camera. Nell’interrogazione l’On. Cenni ribadisce che secondo la Conferenza Stato-Regioni «non sussiste in Italia alcun vuoto normativo attinente alla materia della coesistenza», la cui regolazione rappresenta «una facoltà  e non un obbligo» e che numerose Regioni Italiane  hanno predisposto e stanno predisponendo atti e normative tese a dichiarare i loro territori liberi da OGM, e chiede quindi al Ministero interessato se abbia la reale intenzione di legiferare in materia di OGM, ignorando la strada della clausola di salvaguardia, quali siano gli indirizzi concreti e le politiche reali del Governo in materia di OGM e se, data la competenza Regionale, essi si discostino dalla chiara ed unanime volontà  espressa dalla Conferenza Stato Regioni di procedere proprio in direzione dell’esercizio della clausola di salvaguardia per il nostro Paese.