Legge anti Ogm: incentivi per i prodotti Campani

La legge prevede sanzioni per le società  che gestiscono la ristorazione pubblica in Campania e somministrano Ogm. Chi si occupa dei menù per ospedali e mense scolastiche o universitarie deve utilizzare prodotti agricoli della Campania in misura superiore al 50 per cento

E’ all’esame delle Commissioni competenti la proposta di legge che promuove i prodotti agricoli della Campania e prevede il divieto assoluto di sommistrazione per gli organismi geneticamente modificati.
Il provvedimento, che ha come primo firmatario il consigliere Eva Longo del Pdl, prevede una serie di misure a sostegno delle imprese agricole e di un comparto che rappresenta parte consistente dell’economia regionale. “Sostenere e incentivare il consumo di prodotti agricoli regionali” è l’intestazione di una normativa che in caso di approvazione rivoluzionerebbe l’intero comparto. Nel testo sono previste sanzioni per quelle società  che gestiscono la ristorazione pubblica in Campania e somministrano Ogm. Chi si occupa dei menù per ospedali e mense scolastiche o universitarie deve, secondo quanto prevede la proposta di legge Longo, utilizzare prodotti agricoli della Campania in misura superiore al 50 per cento. In caso di violazione accertata sono previste sanzioni comprese tra i 10 mila ed i 30 mila euro. La normativa prevede, inoltre, agevolazioni per i ristoranti e gli alberghi che utilizzano le lavorazioni tipiche locali e che possono cosଠottenere una riduzione dell’Irap nella misura dell’uno per cento. L’idea che sta alla base della proposta di legge prevede un sistema di protezione dell’agricoltura campana. Ai Comuni viene imposto di destinare aree all’attività  di farmer’s market, meglio conosciuta come vendita a chilometri zero, e di assegnare almeno il 20 per cento dei posteggi agli imprenditori agricoli che devono effettuare il commercio diretto dei propri prodotti. Addirittura all’articolo 6 si stabilisce di subordinare le concessioni per costruire, ampliare o ristrutturare centri commerciali e grandi strutture di vendita all’obbligo di mettere in commercio tra i prodotti agroalimentari almeno il 30 per cento di lavorazioni campane. Il mancato rispetto della norma comporta la sospensione dell’attività  di vendita dei prodotti agroalimentari per un periodo di trenta giorni. Una rivoluzione sotto tutti i punti di vista. Un piano di sostegno all’agricoltura locale che per certi versi rasenta il protezionismo dal momento che alle imprese di ristorazione che operano sul territorio campano è fatto obbligo di pubblicizzare adeguatamente l’utilizzo di prodotti extra regionali. La proposta di legge Longo prevede anche sistemi di valorizzazione e promozione dei marchi tipici del mercato agricolo campano e investimenti per rendere visibile al consumatore l’origine geografica dell’acquisto. Già  nel corso della prossima settimana il testo verrà  esaminato ed in tempi brevi potrebbe anche andare in aula per essere sottoposto a votazione. La normativa sostiene l’acquisto dei frutti della terra ma anche l’attività  delle imprese agricole per le quali sono previste consistenti semplificazioni amministratite sia a livello regionale che comunale.

La proposta di legge in pillole
-Divieto di sommistrazione di alimenti contenenti organismi geneticamente modificati (Ogm)
-Obbligo di utilizzo dei prodotti agricoli campani nei servizi di ristorazione collettiva
-Obbligo per i Comuni di riservare almeno il 20% dei posteggi pubblici ad imprenditori agricoli campani che esecitano vendita diretta al pubblico
-Obbligo per i Comuni di riservare aree per le attività  di farmer’s market
-Abbattimento dell’Irap nella misura dell’1% per ristoranti e alberghi della Campania che acquistato prodotti agricoli regionali
-Concessione di permessi per costruzione, ampliamento o ristrutturazione di centri commerciali o grandi strutture di vendita solo se mettono in vendita prodotti agricoli regionali nella misura minima del 30 per cento del totale di merce agroalimentare in commercio
-Semplificazione degli adempimenti amministrativi per chi esercita attività  d’impresa nel settore agricolo
-Promozione dell’utilizzo di biocarburanti derivanti da biomasse provenienti dall’agricoltura regionale
-Valorizzazione dei marchi agricoli regionali e promozione della provenienza dei prodotti