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Le cronache del Grigio 28 giugno 2014

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Le cronache del Grigio 28 giugno 2014

CatPrima prova su percorso non convenzionale valida per il trofeo Ecovelaplay 2014: il giro del lago.
La nostra prova si svolge all’interno della manifestazione Nastro azzurro, partenza in zona tra Vigna di Valle e Bracciano ovvero, rispetto a noi, dall’altra parte.
Può sembrare un dettaglio ma è per questo dettaglio che alle 11:30, dalle sponde di Trevignano, potevi vedere un gruppo di hc 16 in preda ad un attacco di pigrizia che si muovevano svogliati solo grazie alla forza delle braccia dei loro equipaggi.
Un po’ d’aria ci coglie giusto in tempo per asciugare la fatica e raggiungere il circolo dove formalizzare l’iscrizione e dove ci comunicano che mancano, improrogabilmente 5 minuti alla partenza!!!
Quella che segue è pura frenesia.
In qualche modo arriviamo alla zona di partenza, non abbiamo indicazioni ne sulle procedure di partenza, ne sul percorso. Così veniamo risucchiati nel vortice di monoscafi, multiscafi e macchine volanti (wild cat) che aspettano il “segnale”, il vento è salito e non poco, tanto che Andrea scuffia e viene prontamente raggiunto da un gommone dell’assistenza che gli comunica: ” guardi che lei non può stare qui”!!!
Io riesco a raggiungere la barca comitato e chiedo indicazioni, il Tizio mi fa segno che non può dirmi nulla perché sono già iniziate le procedure di partenza.
Proprio come a scuola!
Vince l’istinto di sopravvivenza e come a scuola: se non sai, copia!
Il gruppetto di Ecovela si è disperso, io individuo l’equipaggio delle ragazze venute da Bolsena e decido di mettermi in coda a loro, hanno l’aria di sapere il fatto loro, nel frattempo veniamo travolti da varie imbarcazione che procedevano in senso contrario. Erano partiti.
Il vento è salito ancora, doppio trapezio e a pochi minuti dal via, complice la partenza degna di Brancaleone alle Crociate, le distanze, tra gli Ecovela player si misuravano in centinai di metri.
Nicola e Michele la giù giù, Giuliano la giù, il Grigio qui, la dietro Andrea e Fabio, le ragazze di Bolsena, sparite all’orizzonte!
Più di un’ora di navigazione con Rachele fissa al trapezio ed io spesso pure, non è servita a cambiare l’origine di partenza che si è trasformato in ordine d’arrivo, con l’unica consolazione di vedere ampiamente ridotte le distante.
Torniamo al circolo dopo sette ore, siamo stremati.
Il giorno dopo ci sono le regate di classe ma non penso di partecipare, l’impegno di ecovelaplay era solo il giro del lago, perciò, con comodo e ancora stanco dalla prova del giorno prima arrivo al circolo in tarda mattinata.
Appena entrò nel parcheggio vedo la macchina di Rachele e la moto di Michele! Al circolo oltre a loro trovo anche Fabio, tutti che mi guardano come a dire: bè che facciamo?!?
Guardo loro, guardo le barche, penso alle giornate in ufficio e la risposta esce dal cuore non curante della fatica accumulata.
Al gruppo si unisce Giuliano, Andrea e fuori programma Francesco.
Raggiungiamo il campo di regata, ottima accoglienza e grande assistenza. Grazie Domenico.
Pronti per la prima prova con ancora più vento di ieri, tanto che i nostri 155 KG anche appesi, a volte non bastano a tenere giù gli scafi. Personalmente: mai navigato così!
Giusti i tempi e la posizione Rachele mi grida: via, via ora!! Lei guardava avanti io ho visto dietro le due ragazze lanciate con uno scafo nell’acqua e l’altro per aria sopra la mia poppa. Non ho pensato e le ho fatte passare! Riesco a tenere dietro Michele fino all’ultimo lato di lasco, ma il ragazzo impara presto ed il verdetto della boa è implacabile: oggi l’allievo ha superato il mastro, ed è giusto così ( altrimenti non ci sarebbe evoluzione!)
Ma, come si dice… “Attenti al Grigio!”
Alla seconda prova siamo ancora lì, pronti via, il vento è salito ancora, siamo a ridosso dei tre “professionisti”.
Il peso ci aiuta e alla prima virata guadagnamo una posizione, secondo bordo, in due al trapezio spalla a spalla e non basta, teniamo, siamo lì con gli agonisti, che emozione, che freddo, che stanchezza, virata e … Che scuffia!
Si dice che il bravo marinaio è quello capace di tirarti fuori da ogni situazione, quello saggio non ti ci fa mettere.
Quindi torniamo a casa, non ho più la forza neanche per mettere il carrello sotto gli scafi, mi rendo conto che ciò che mi ha tenuto in piedi è l’adrenalina, l’emozione di regatare con quelli forti, sentire gli scafi che sembrano volersi staccare dall’acqua.
Giornata fantastica.
Grazie Hobie Cat.
Il grigio.

Paolo