Condividi: Mais ogm illegale in Friuli: si muove la giustizia

Comincia a muoversi la giustizia in Friuli Venezia Giulia, dopo che un’associazione di agricoltori, Futuragra, aveva provocatoriamente annunciato sul proprio sito web di avere seminato mais ogm illegalmente.
Infatti, un esposto alla Procura di Udine e una segnalazione alle forze dell’ordine sono stati presentati dall’assessore regionale alle Risorse agricole Claudio Violino, dopo il recapito all’Ersa di campioni di mais Ogm resistenti alla piralide. La busta conteneva una mappa con la presunta ubicazione del campo da cui i campioni sarebbero stati estratti, un’estensione stimabile tra tre e cinque ettari nel Comune di Fanna (Pordenone). “Qualora fosse dimostrato che i campioni provengono proprio da quel campo – ha detto Violino – il rischio è non solo quello di avere sul territorio regionale organismi geneticamente modificati ma anche quello di una contaminazione ad ampio raggio, che può danneggiare coltivatori ignari, dato che il mais sta per iniziare il periodo di fioritura. Non conosciamo la provenienza effettiva dei campioni – ha aggiunto – e che siamo stati piantati proprio in quel campo lo dovranno verificare le autorità  inquirenti”. Il direttore dell’Ersa Mirko Bellini, che ha disposto le analisi sui semi, ha dato la disponibilità  a collaborare con le autorità  inquirenti qualora volessero avvalersi delle competenze del laboratorio dell’Ente per futuri prelievi in loco. “Già  a fine aprile – ha ricordato Violino – alcune persone avevano inacciato di seminare mais Ogm, con tanto di riprese via webcam della semina. A questo punto – ha concluso -gli organi deputati sono stati avvisati e spetta a loro decidere il da farsi”. “L’inizio di una coltivazione di Ogm costituisce non solo un’azione fuori legge, ma comporterebbe pesanti conseguenze sull’agricoltura italiana”: lo afferma Legambiente, che definisce l’atto “scellerato e avventato che esporrebbe a rischio contaminazione l’intera agricoltura italiana. Intraprendere la strada dei prodotti transgenici costituisce infatti una scelta irreversibile, rispetto alla quale sono necessarie valutazioni – conclude – che non lasciano nulla al caso”. La Coldiretti di Udine chiede che “sia rispettata la legge e siano prese tutte le misure del caso per scongiurare il rischio concreto che coltivazioni vicine a Ogm siano contaminate e che altri agricoltori siano danneggiati”. Lo ha affermato il presidente di Coldiretti di Udine, Rossanna Clocchiatti. “In Italia – spiega Clocchiatti – vale ancora il decreto 212/2001, erede della legge sementiera, che non è mai stato dichiarato incostituzionale. La norma prevede che chi semina Ogm senza l’autorizzazione interministeriale sia punito con la pena dell’arresto da sei mesi a tre anni o l’ammenda fino a 100 milioni di lire. Questa è la norma e chiediamo sia rispettata e subito estirpate e distrutte – conclude – le piante nate da sementi Ogm”