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CON SLOW FILM SI PARLA DI OGM

CON SLOW FILM SI PARLA DI OGM

Domani sera ultimo appuntamento con la rassegna ideata da Slow Food Vittorio Veneto

VITTORIO VENETO – Ultimo appuntamento, mercoledଠ6 aprile alle 20,15 presso la biblioteca civica, con il cinema di Slow Film Vittorio Veneto.

Il film-documentario Il Mondo secondo Monsanto, tratto dall’omonimo libro inchiesta della giornalista Marie-Monique Robin, tratta con dovizia di particolari e testimonianze la poco nota storia della multinazionale Monsanto, l’azienda leader nella produzione degli Organismi Geneticamente Modificati.

Risultato di anni importanti ricerche, il documentario ricostruisce la genesi di un impero industriale che grazie all’appoggio dei vertici politici e amministrativi USA, è diventata la prima azienda al mondo produttrice di semi, imponendo letteralmente i propri prodotti sul mercato.

Grazie alla scoperta di documenti inediti e alle preziose testimonianze di scienziati e uomini politici, la giornalista distrugge passo-passo il finto buonismo di questo gigante della biotecnologia, che si pubblicizza come azienda convertita al verbo dello sviluppo sostenibile.

«La visione di questo documentario – spiega Sara Azzalini fiduciaria Slow Food Vittorio Veneto (in foto) – è naturale conseguenza dell’interessante confronto avuto con il prof Gianni Tamino, biologo di fama mondiale, e con Luciano De Biasi, viticoltore biologico, che ha aperto questa seconda edizione di Slow Film il 16 marzo scorso. Parlare di agricoltura transgenica, di abuso di pesticidi e degli effetti che tutto ciò comporta sulla salute pubblica, è uno dei temi che più ci stanno a cuore e che ci preme affrontare insieme alla cittadinanza».

«Credo – aggiunge – sia indispensabile offrire un punto di vista alternativo e ampiamente documentato, in un momento in cui vengono fornite poche e disordinate informazioni su questo fondamentale argomento che rischia di spazzare via in pochissimi anni ciò che la Natura ha creato in millenni di storia. Questo non significa essere contro la ricerca scientifica o il progresso, anzi. Solo crediamo ci siano dei limiti fisici e naturali ai quali l’uomo deve sottostare».

Paolo