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AMBIENTE: AICS, ON-LINE L’ALBO DELLE STRUTTURE ECO-RICETTIVE

Aics Commissione NAzionale AMbiente

Aics Commissione NAzionale AMbiente

Si chiama “Albo Aics delle Strutture Eco-Ricettive” con sottotitolo “COMUNICA IN POCHI CLICK AI NOSTRI 960.000 SOCI QUANTO E’ SOSTENIBILE LA TUA STRUTTURA” la nuova iniziativa della Commissione Nazionale Ambiente di AICS che mira a catalogare le strutture ricettive in base alle caratteristiche di eco sostenibilità dirette ed indirette (http://www.ecovelaplay.com/albo-aics-eco-ricettivita).

Difatti non si fa riferimento alle caratteristiche estetiche o ai servizi della struttura, il che rappresenterebbe una inutile replica del sito internet della struttura medesima e che difatti viene riportato sotto forma di link nella scheda dell’Albo AICS Ambiente, ma si punta tutto su elementi qualificanti sul fronte ambientale a tutto tondo. Con alcuni requisiti obbligatori. La struttura deve infatti accettare di sottoscrivere due dichiarazioni, una contro gli OGM nella filiera alimentare ed una seconda in favore e sostegno della dieta Mediterranea. Deve inoltre possedere almeno 7 dei requisiti prospettati nella procedura di qualificazione AICS Ambiente. 
“Il nostro target ottimale è quello rappresentato dal turismo rurale, gli agriturismi, i B&B, gli affittacamere. Quelle realtà dove ci si aspetta di trovare rapporto umano, genuinità, tipicità. Ma anche, grazie alla collaborazione con i nostri 12.000 circoli sportivi associati, sport, natura, cultura. Una delle opzioni di qualificazione difatti chiede la disponibilità della struttura ad essere coinvolta in iniziative sportive e/o culturali organizzate da AICS sul territorio” Spiega Andrea Nesi responsabile del settore Ambiente di AICS ed ideatore dell’iniziativa
“Sul fronte della consultazione da parte dell’utenza sarà interessante prospettare come elementi primari gli aspetti ambientali diretti ed indiretti e solo successivamente la struttura vera e propria. Una scelta innovativa ma che va incontro alle recenti statistiche: il turismo ambientale tra i turisti stranieri arriva al 9,4% e tra gli italiani supera il 5% secondo i dati dell’Osservatorio nazionale turismo. L’iniziativa nasce per coinvolgere in primis i nostri 960.000 soci, ma è aperta a tutti ed entro breve sarà disponibile in versione multilingue” conclude Nesi

Sulle coltivazioni OGM, l’Unione europea sta procedendo con cautela. Ma in favore di chi?

ogm freeNel campo degli organismi geneticamente modificati (OGM), la Commissione europea continua a muoversi con cautela. La massima istituzione dell’Europa Unita rassicura sul fatto che gli stati potranno autonomamente vietare le coltivazioni OGM completamente o solo in parte sul loro territorio.

Un “accordo di principio” è stato trovato nella notte (del 3 dicembre ndr) tra la Presidenza dell’Unione europea e il Parlamento italiano sulle norme che disciplinano la concessione di autorizzazioni a coltivazioni OGM.

Se non vi saranno intoppi nei passaggi intermedi, infine, l’accordo dovrebbe essere sottoposto al voto del Parlamento in occasione della sessione plenaria di gennaio.

Gli stati membri avranno poi un mese di tempo per ratificare formalmente.

Questo ci fa prevedere che non avremo news definitive fino a marzo-aprile il che significa arrivare in ritardo per pensare alle semine per le colture da raccogliere nel 2016.

La decisione era molto attesa da grandi gruppi industriali. Infatti, alcuni mais geneticamente modificati, il Monsanto MON810 ed il TC1507 Pioneer, hanno ricevuto un parere positivo dell’EFSA, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, ed attendono la pubblicazione dell’autorizzazione alla coltura.
Altri quattro sono in attesa!!!

L’autorizzazione o licenza non arriverà domani o dopo domani. Infatti si dovrà attendere l’attuazione dei nuovi regolamenti. Almeno è quanto dichiara il portavoce per la salute, Enrico Brivio.

I primi raccolti dovrebbero riguardare solo un piccolo numero di paesi poichè gli OGM sono stati osteggiati da un gran numero di paesi riluttanti all’utilizzo e che d’ora in avanti potranno invocare ragioni socio-economiche, ambientali o comunque motivazioni connesse con l’uso dei terreni agricoli per vietarne l’utilizzo.
L’elenco di questi motivi sarà contenuto come elemento chiave nell’accordo finale.

Ma secondo il Verde francese José Bové, questa è una vittoria di Pirro. Sostiene infatti che questo cambiamento a breve termine consentirà alle multinazionali come la Monsanto di utilizzare le criticità legali, con particolare riferimento ai divieti nazionali, in seno all’OMC (Organizzazione Mondiale del Commercio), prima ancora di rivolgersi ai tribunali arbitrali, se trattati bilaterali di libero scambio come il TTIP (Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti) saranno stati completati.

Insomma non è chiaro al momento se questi elementi di chiarezza e liberta di scelta per gli stati riguardo l’utilizzo di sementi OGM si tradurranno in reali opportunità di scelta o diverranno trappole legali dalle quali le multinazionali hanno grandi chance di uscire a testa alta.

Resta per noi la necessità di tenere alta la guardia, informare in modo corretto e non ideologico circa la dannosità degli OGM nella filiera alimentare italiana. Mentre dobbiamo essere favorevoli alla ricerca anche sugli OGM, con particolare riferimento al comparto farmaceutico, condotta secondo severe regole di sicurezza.

Andrea Nesi