Nuova release di ‘Alle falde del Kilimangiaro’? #aridateceliciacolo

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Dall’orologio che ti dice quando morirai, alla classifica dei funerali più particolari del Mondo (per carità é pur sempre cultura dei popoli!), la nuova release di ‘Alle falde del Kilimangiaro’ non ci piace. Se la parte redazionale in esterno resta di grande qualità e non dissimile dalla precedente gestione, in studio si ha l’impressione di una ricerca di spettacolarizzazione che va a snaturare il programma per ciò che ha l’ambizione di essere almeno nella nostra percezione.

Mitica la domanda ad Anna Valle ‘un giapponese ha inventato un orologio che conta il tempo che ti separa dalla tua morte cosa ne pensi?’ bastava guardarla in volto per capirlo!
Non si tratta di conservatorismo o generica ritrosia ai cambiamenti, semplicemente, far conoscere il Mondo, la natura, la cultura, il rispetto per l’ambiente e troppo importante per poter  rischiare di ridurlo ad un argomento da effetti speciali. Meno vip e più persone normali che viaggiano e raccontano le loro esperienze straordinarie nella semplicità di chi vive una condizione di quotidianità simile alla maggior parte degli esseri umani. Più operatori, Corpo Forestale, Guardia di Finanza, Marina Militare, Associazioni di volontariato che operano in difesa, promozione, formazione della natura, che possano trasmettere il senso dell’essere cittadino del Mondo. Un Mondo bello, ricco di natura e cultura, da conoscere per quanto ci sia possibile ma che va rispettato e fruito secondo regole che oggi non possono essere ignorate da nessuno. E la televisione, in particolare quella pubblica a nostro avviso, ha un ruolo vitale in questo senso cui non abdicare mai sopratutto nell’ambito di trasmissioni  che possono raggiungere molteplici categorie di cittadini ivi compresi i giovanissimi.
Come dire #aridateceliciacolo
Andrea Nesi

 

Mille scuole per l’ambiente, tra risparmio energetico ed emissioni di C02 gli istituti si danno i voti

Iniziativa di Bilancio Ambientale EcovelaPlay in collaborazione con AICS

E’ il nuovo progetto della CoMille scuole (fondo bianco)mmissione Ambiente di AICS e si chiama 1000 scuole per l’ambiente. Consiste nella realizzazione di un bilancio ambientale del singolo plesso scolastico che intenda aderire individuando e valutando gli elementi di negatività (fonti dirette ed indirette di immissione in atmosfera di anidride carbonica) ed elementi di positività (lampadine a basso consumo, miscelatori d’aria ai rubinetti, alberi in giardino, etc), mettendoli a confronto in una forma di compensazione che consenta infine di esprimere una valutazione di partenza, per proseguire poi con un progetto di miglioramento a verifica annuale.

“Si tratta di una svolta che si articola su tre assi, scuola, circoli sportivi e hotel che mette in campo una strategia di sensibilizzazione e miglioramento, molto coinvolgente, al passo con i tempi: qualcosa di molto utile e funzionale”, spiega Andrea Nesi, responsabile ambiente di AICS.

“Abbiamo intrapreso questa strada (e registrato il marchio ‘1000 scuole per l’ambiente’ per dare il segno della durevolezza) per parlare in modo concreto di ambiente -aggiunge Nesi- con studenti, sportivi e turisti. E per farlo abbiamo bisogno della collaborazione attiva delle strutture. Nelle scuole, si tratta del primo caso in cui corpo docente e studenti sono chiamati con cadenza annuale a revisionare le azioni intraprese per conservare lo status quo o migliorare la valutazione del ‘bilancio ambientale’ del proprio istituto, piantando ad esempio degli alberi in giardino per abbattere anidride carbonica. Questo può portare anche ad un percorso ‘competitivo’ tra le scuole, atto a migliorare l’impatto di molti istituti sul fronte ambientale”.

La ‘prima pietra’ di 1000 Scuole per l’Ambiente verrà posta domani in Calabria. Domani mattina alle 11, all’Istituto d’istruzione superiore Severi-Guerrisi di Gioia Tauro, verrà formalizzata, alla presenza del dirigente scolastico Prof. Giuseppe Gelardi, la prima adesione al bilancio ambientale di AICS in Italia. “Una scelta di avanguardia che parte dalla Calabria grazie anche alla sensibilità del comitato AICS di Reggio Calabria -spiega Nesi- ma abbiamo già altri due istituti che hanno fatto richiesta di adesione e decine di contatti avanzati. Pensiamo che sarà un successo, principalmente per l’ambiente!”, conclude il responsabile ambiente di Aics.