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Le emissioni degli aeromobili

  • I reattori degli aerei per la spinta utilizzano cherosene o benzina avio, combustibili costituiti da idrocarburi. La composizione delle emissioni degli aerei è quindi analoga a quella degli altri mezzi di trasporto che utilizzano idrocarburi. Le emissioni sono costituite da:
  • inquinanti gassosi (ossidi di azoto NOx, ossidi di zolfo SOx, monossido di carbonio CO); ·
  • inquinanti liquidi (idrocarburi incombusti); ·
  • inquinanti solidi (particolato costituito prevalentemente da fuliggine, polveri di metallo, impurità, residui di additivi); ·
  • non inquinanti (anidride carbonica CO2 e vapore acqueo H2O). Tutte le emissioni, inquinanti e non, sono climalteranti.

Il trasporto aereo consuma il 13%[2] del combustibile di origine fossile utilizzato nel settore trasporti, mentre le emissioni rappresentano il 2%[2] delle emissioni totali (3% in Europa[3]). La bassa incidenza percentuale sul totale delle emissioni e la bassa percentuale delle sostanze inquinanti ha indotto molti a ritenere che le emissioni degli aerei siano irrilevanti. Si è proceduto, erroneamente, ad una sorta di semplificazione matematica con la conseguenza che per anni le emissioni del trasporto aereo sono state trascurate e si è diffusa la convinzione che gli aerei emettano SOLO acqua. Talvolta si accenna all’anidride carbonica, ma quasi mai alle sostanze inquinanti se non per rimarcare che sono del tutto irrilevanti. Una scorretta semplificazione matematica che non ha tenuto conto di tre fattori molto importanti: ·

  • gli inquinanti non si semplificano perché i loro effetti possono essere dannosi anche in piccole quantità; ·
  • nella fase di atterraggio e decollo le emissioni interessano gli aeroporti con significativi danni alla salute delle popolazioni residenti nelle aree limitrofe; ·
  • in alta quota si rilascia particolato e idrocarburi incombusti con conseguente impatto sul clima.

La convinzione che gli aerei emettano solo acqua è diffusa in ogni ambito. Lo affermano i sostenitori delle scie chimiche i quali dicono che gli aerei emettono solo acqua e che volontariamente si aggiungono sostanze tossiche per svariate finalità. Ne è convinto persino il CICAP, un’organizzazione che promuove indagini scientifiche e critiche sulla pseudoscienza, che alla domanda di un lettore: “Ma quello che esce dai motori non è fumo?”, risponde [4]:

In realtà non è così: le emissioni sono rilevanti perché il numero degli aerei che solca i cieli è elevato. Inoltre nel protocollo di Kyoto del 1997 e nella 21^ conferenza sul clima tenutasi a Parigi nel 2015 non sono stati fissati vincoli sulle emissioni degli aerei. Nessun filtro, nessuna marmitta catalitica. La convinzione che gli aerei non siano inquinanti o lo siano moderatamente contrasta con l’osservazione dei cieli.

 

L’ICAO, l’agenzia dell’ONU che si occupa del trasporto aereo, e la NASA, l’Ente Nazionale per le attività Spaziali e Aeronautiche, non hanno alcun dubbio sulle cause che consentono la formazione di scie persistenti. E’ la fuliggine: cioè particelle carboniose incombuste che fungono da nuclei di condensazione per la formazione di cirri. La numerosità degli aerei, osservabile da qualunque sito che riporta i voli in tempo reale, non lascia dubbi sulle cause.

L’Agenzia per l’Ambiente Europea[3]. ha effettuato una stima sulle principali emissioni sulla base dei dati pubblicati dall’UFAC (Ufficio federale dell’aviazione svizzera).

A fronte di circa 50 milioni di tonnellate di combustibile bruciato si producono 17.000 tonnellate di idrocarburi incombusti (HC) e 4.470 tonnellate di particolato (PM) in alta quota. I quantitativi a bassa quota, 6.400 tonnellate di idrocarburi incombusti e 270 tonnellate di particolato, sono meno consistenti ma, per contro, sono concentrati prevalentemente nelle zone aeroportuali (Tabella 1 e Tabella 2). Gli idrocarburi incombusti sono rilasciati in atmosfera sotto forma di aerosol (minuscole goccioline liquide). Il particolato, costituito prevalentemente da fuliggine e in cui sono presenti metalli pesanti e residui di additivi, è rilasciato sotto forma di particolato iperfine, avente cioè dimensioni nanometriche. Secondo quanto riportato dall’ICAO, i motori a turbina a gas, rispetto ai tradizionali motori diesel, producono particelle di dimensioni più piccole: il loro diametro geometrico medio varia approssimativamente da 15 a 60 nanometri [8] (un nanometro è la milionesima parte di un millimetro). La pericolosità delle emissioni in prossimità degli aeroporti è nota. Meno conosciuto è l’impatto sul clima. Eppure gran parte delle emissioni avvengono nell’alta troposfera, al di sopra delle nuvole. La troposfera è quella parte dell’atmosfera più vicina a noi che consente la vita sulla Terra. Mediamente è di soli 12 chilometri in altezza. In questo sottile involucro avvengono i fenomeni temporaleschi e vi sono concentrati i 3/4 dell'intera massa gassosa e quasi tutto il vapore acqueo dell'atmosfera. La maggior parte degli inquinanti atmosferici emessi rimane confinata nella troposfera. Gli inquinanti solidi e liquidi presenti a bassa quota, e cioè al di sotto delle nuvole, sono periodicamente dilavati dalle precipitazioni, mentre ad alta quota, dove volano gli aerei, riescono a stazionare per lunghi periodi accumulandosi negli anni. Gli effetti delle particelle carboniose sono noti: assorbono il calore del sole contribuendo all’effetto serra. Una parte dell’effetto serra è compensato quando le condizioni atmosferiche (pressione, temperatura e vapore) consentono la formazione dei cirri che limitano l’irraggiamento solare. Se in alta quota assumono importanza gli inquinanti liquidi e solidi, per il loro effetto sul clima, nelle zone aeroportuali vanno considerati anche quelli gassosi come gli ossidi di azoto e il monossido di carbonio per i loro effetti sulla salute. Per ossidi di azoto si intende una miscela di ossidi tra cui il monossido, il biossido e il protossido. Il monossido di azoto è un sottoprodotto che si forma durante la combustione; la formazione è favorita dalle alte temperature e dall’eccesso di aria. Il monossido di azoto si trasforma in biossido di azoto dannoso per la salute e l’ambiente. Grandi quantità di ossidi di azoto sono emesse da processi di combustione civili ed industriali e dai trasporti autoveicolari (circa il 95%). Modeste quantità sono di origine naturale (fulmini, incendi, eruzioni vulcaniche ed azione di alcuni batteri presenti nel suolo) Il biossido di azoto è responsabile, insieme ad altri prodotti della combustione, del cosiddetto smog fotochimico. Produce, infatti, una serie di inquinanti secondari pericolosi come l'ozono (O3) e l'acido nitrico (HNO3) che contribuisce alla formazione delle piogge acide. Gli ossidi di azoto permangono in atmosfera per 4/5 giorni[9]. La produzione di ozono è favorita dalla presenza di idrocarburi incombusti. Il monossido di carbonio si produce per combustione incompleta. E’ un inquinante primario che permane per mesi in atmosfera. Gli effetti sull'ambiente sono trascurabili mentre quelli sull'uomo sono estremamente pericolosi.

In Tabella 5 si riporta una stima degli inquinanti rilasciati nelle aree aeroportuali. Per il calcolo si è fatto riferimento ai dati diffusi dall’Agenzia Europea per l’Ambiente a bassa quota in rapporto al numero di passeggeri [10].

Tabella 5: stima delle emissioni di particolato, idrocarburi incombusti, ossidi di azoto e monossido di carbonio per aeroporto – anno 2014

 

Riferimenti bibliografici:

[1] https://www.bazl.admin.ch/dam/bazl/… [2] http://www.enac.gov.it/L'Ambiente/Fonti_di_inquinamento/Emissioni_gassose/ [3] European Aviation Environmental Report 2016 [4] https://www.cicap.org/n/articolo.php?id=273641 [5] http://www.icao.int/Meetings/EnvironmentalColloquium/Documents/2010-Colloquium/1_Schumann_ContrailMitigation.pdf [6] http://www.aeronautics.nasa.gov/pdf/contrails_k-12.pdf [7] https://www.flightradar24.com/ [8] http://www.icao.int/environmental-protection/Documents/ICAO%20Environmental%20Report%202016.pdf [9] http://www.minambiente.it/pagina/gli-inquinanti/ [10] http://www.assaeroporti.com/statistiche_201412/

andrea

AMBIENTE: AICS, SE LO ABBANDONI IL RIFIUTO SEI TU, ADERISCE COMUNE SAN DEMETRIO

Nuova adesione di una amministrazione che dimostra sensibilità verso il drammatico problema dell'abbandono dei rifiuti in strada. E si viaggia verso quota 1000 testimonials.

Con l'adesione del comune di San Demetrio Corone, in provincia di Cosenza, si allunga la lista delle amministrazioni che aderiscono con delibera ad hoc alla campagna di sensibilizzazione contro l'abbandono dei rifiuti, lanciata nello scorso giugno dalla commissione nazionale ambiente di AICS denominata "Se lo abbandoni, il rifiuto sei tu!". 

La delibera non ha un costo per il comune ma lo impegna a fornire ad AICS Ambiente le foto dell'intera giunta con al giunzaglio un rifiuto o dei rifiuti di varia natura. AICS Provvede a realizzarne una locandina che successivamente il comune provvede a sua volta a stampare e diffondere sul proprio territorio. Una campagna semplice ma di grande impatto che si sta allargando a macchia d'olio tra cittadini, personaggi pubblici, pubbliche amministrazioni.
 

"Siamo grati al comune di San Demetrio Corone ed in particolare alla consigliera Sonia Gradilone, nostra testimonial della prima ora, che si è prodigata per ottenere questo risultato. Ci stiamo avvicinando rapidamente a quota 1000 testimonials, il che ci consentirà di segnare una prima pietra miliare su un cammino che, nelle nostre intenzioni, non dovrà avere termine, coinvolgendo sempre più persone, nel tentativo di educare con l'esempio" è il commento di Andrea Nesi coordinatore nazionale della commissione ambiente di AICS

Se lo abbandoni il rifiuto sei tu

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andrea

Il tasso di degrado ambientale mette a rischio la vita sulla Terra

Degrado ambientale: due nuovi studi affermano che stiamo erodendo i nostri sistemi di supporto vitale ad un ritmo mai visto negli ultimi 10.000 anni. I ricercatori dicono che il degrado ambientale è al culmine e già quattro dei nove processi necessari a garantire la vita sulla Terra, hanno superato i livelli di sicurezza.

Degrado ambientale in 9 punti - Planetary boundaries

Gli esseri umani stanno "erodendo i sistemi di supporto vitale" ad un tasso mai visto negli ultimi 10.000 anni, degradando eco-sistemi terrestri e d'acqua dolce, emettendo quantità eccessive di gas serra e rilasciando grandi quantità di prodotti chimici agricoli nell'ambiente, conferma lo studio.

Due importanti nuovi studi da parte di un team internazionale di ricercatori hanno individuato i fattori chiave che assicurano un pianeta vivibile per l'uomo, con risultati solidi e di lungo periodo.

In tutto il mondo, di nove processi che sono alla base della vita sulla Terra, quattro hanno ormai superato i livelli di "sicurezza"

– cambiamento climatico causato dall'uomo,

– perdita di integrità della biosfera,

– cambiamento del sistema terra nel suo complesso 

– alto livello di fosforo e azoto che riscontrato negli oceani a causa di uso eccessivo di fertilizzanti e diserbanti

I ricercatori hanno dedicato cinque anni ad identificare le componenti fondamentali di un pianeta adatto alla vita umana, utilizzando uno schema di medio-lungo termine per ciascuna misura al fine di ottenere una solida base di dati per l'analisi dei risultati.

Grazie a questo studio, si è scoperto che i cambiamenti degli ultimi 60 anni sono senza precedenti negli ultimi 10 mila anni, periodo in cui il pianeta ha avuto un clima relativamente stabile e la civiltà umana è avanzata significativamente.

I livelli di anidride carbonica, a 395,5 parti per milione, sono ai massimi storici, inoltre la perdita di integrità della biosfera si traduce in specie in via di estinzione ad una velocità più di 100 volte più veloce rispetto alla fisiologia di tali eventi.

Dal 1950 le popolazioni urbane sono aumentate di sette volte, il consumo di energia primaria è salito di un fattore cinque, mentre la quantità di fertilizzanti e diserbanti utilizzata è, oggi, otto volte superiore. La quantità di azoto che viene immessa negli oceani è quadruplicata.

Secondo gli scienziati, tutti questi cambiamenti stanno portando la Terra in un "nuovo stato" che sta diventando progressivamente sempre meno ospitale per la vita umana.

"Questi indicatori sono in crescita dal 1950 e non vi sono segni di rallentamento", ha dichiarato il Prof. Will Steffen della Australian National University e la Resilience di Stoccolma. Steffen è l'artefica principale di entrambi gli studi.

"Quando i sistemi economici sono esplosi, c'è stato un massiccio aumento nel consumo delle risorse e dell'inquinamento. Si è pensato che questi effetti potessero essere limitati ad aree locali e regionali, ma purtroppo stiamo verificando che l'impatto è su scala globale. Va detto con chiarezza che questi cambiamenti sono frutto dell'attività umana, non una variabilità naturale"

Secondo Steffen l'influenza umana sta contribuendo ad una perdita di impollinazione, interruzione della fornitura di nutrienti e di acqua fresca.

Lo sfruttamento eccessivo, i cambiamenti indotti dall'uomo anche attraverso l'uso intensivo delle risorse (come ad esempio la pesca eccessiva) rappresentano una gravissima ipoteca sul futuro. "Questo impatto diretto sulla terra è il fattore più importante in questo momento, anche più di cambiamento climatico." continua Steffen

Secondo la ricerca, vi sono grandi variazioni nelle condizioni in tutto il mondo. Ad esempio, il disboscamento è concentrato nelle zone tropicali, come l'Indonesia e l'Amazzonia, con l'eccezione di alcune parti d'Europa. Ma il quadro generale è quello di deterioramento a un ritmo rapido, insostenibile.

"Si può affermare, con sufficiente sicurezza, che non abbiamo mai visto in passato condizioni simili a quelle che vediamo oggi e vi è una forte evidenza che vi sono punti di non ritorno non dobbiamo assolutamente", ha dichiarato Steffen.

"Se la Terra sta passando ad uno status più caldo di 5/6°, dovremo abituarci a non avere più le calotte di ghiaccio e questo non sarà un bene per i grandi mammiferi, uomo compreso. Giustamente si afferma che la Terra è solida ed infatti essa, a differenza nostra, può sopravvivere anche senza di noi!"

"Alcuni sostengono che saremo in grado di adattarci grazie alla evoluzione, ma si tratta di credenze, non basate sui fatti. Non c'è evidenza convincente infatti che un grande mammifero, con una temperatura corporea di 37 ° C, potrà evolversi così rapidamente. Gli insetti possono farlo, ma gli esseri umani no, e questo è un problema"

Steffen afferma che la ricerca ha dimostrato come il sistema economico sia "fondamentalmente viziato", e come ignori l'influenza che sta avendo sui sistemi di supporto alla vita umana ed animale.

"E evidente che il sistema economico ci stia portando verso un futuro insostenibile e la generazione di mia figlia troverà sempre più difficile sopravvivere", prosegue. "La storia ci ha dimostrato che le civiltà si sono evolute, accresciute, sono poi rimaste attaccate ai loro valori ed usi fondamentali ed infine crollate per l'incapacità di cambiare. Ecco dove siamo oggi"

I due studi, pubblicati su Science e Antropocene Review, realizzati grazie al lavoro di scienziati provenienti da numerosi paesi tra cui Stati Uniti, Svezia, Germania ed India. I risultati saranno presentati in sette seminari al World Economic Forum di Davos, che si svolgerà tra il 21 e il 25 gennaio.

andrea
Bilancio ambientale

AMBIENTE: AICS, nuove adesioni al progetto di bilancio ambientale “Mille scuole per l’ambiente”

Tra lampade a basso consumo, miscelatori d'aria ai rubinetti e l'incremento del verde gli istituti si danno i voti redigendo il bilancio ambientale

Questa volta è l'ITIS Enrico Medi di San Giorgio a Cremano ad aderire al progetto della Commissione Ambiente di AICS. Con i suoi 15.000 mq coperti e 30.000 scoperti, l'istituto Enrico Medi ospita 1700 studenti ed è uno dei più grandi della Campania. La direttrice, Dott.ssa Annunziata Muto, dirige una squadra animata da una grandissima passione ed ha accolto questa nuova sfida con entusiasmo.

"Ho aderito con convinzione a questa straordinaria ed innovativa iniziativa AICS; coinvolgeremo tutto il corpo docente e gli studenti per aumentare il livello di sensibilità ambientale nell'intero istituto che gode già di una elevata coscienza riguardo la sostenibilità e sono certa che, di anno in anno, i progressi non mancheranno" ha affermato Annunziata Muto Preside dell'Istituto Enrico Medi

"Il bilancio ambientale consente in modo semplice di comprendere l'essenza del 'dare e avere' con l'ambiente. Ed anche di mettere in campo azioni, anche a costo zero, di bilanciamento ambientale. 'Combattere' contro le proprie bollette, ad esempio, cercando di abbatterne i valori, riducendo quindi i consumi, con il coinvolgimento pieno degli studenti. AICS premierà di anno in anno le realtà che avranno saputo esprimere migliori percentuali di miglioramento sperando che la sfida venga accettata dal maggior numero di Istituti, ma sopratutto di docenti e studenti!" afferma Andrea Nesi responsabile nazionale ambiente di AICS

Il progetto 1000 scuole per l'ambiente consiste nella realizzazione di un bilancio ambientale del singolo plesso scolastico che intenda aderire individuando e valutando gli elementi di negatività (fonti dirette ed indirette di immissione in atmosfera di anidride carbonica) ed elementi di positività (lampadine a basso consumo, miscelatori d'aria ai rubinetti, alberi in giardino, etc), mettendoli a confronto in una forma di compensazione che consenta infine di esprimere una valutazione di partenza, per proseguire poi con un progetto di miglioramento a verifica annuale: qualcosa di molto utile e funzionale, concreto ed al passo con i tempi.

"La 'prima pietra' di 1000 Scuole per l'Ambiente era stata posta in Calabria nei mesi scorsi con l'adesione dell'Istituto d'istruzione superiore Severi-Guerrisi di Gioia Tauro. Ora questo progetto nazionale aggiunge ulteriori autorevoli adesioni ed abbiamo decine di richieste da numerose regioni d'Italia (la prossima adesione già calendarizzata è nella città di Forlì). Se riusciremo a sostenere la crescita del progetto, grazie ad un futuro auspicabile sostegno del Ministero dell'Aambiente, il vero successo sarà per l'ambiente!", conclude il responsabile ambiente di Aics.

andrea
Albero produttore di energia eolica

Sostenibilità: energia eolica da alberi in acciaio

Presto energia eolica in tutte le piazze cittadine

Albero produttore di energia eolicaUna serie di alberi con "germogli eolici" saranno installati a Parigi a cura della società francese New Wind: struttura tutta in acciaio e generazione di energia eolica.

Questa sorta di foglie tecnologiche contengono delle mini-turbine eoliche che producono, nel più grande silenzio, energia eolica proprio all'interno della città.

Jérôme Michaud-Larivière, che ha ideato questo innovativo sistema di produzione elettrica da energia eolica, sostiene di aver preso spunto da alberi in città le cui foglie si muovevano pur in totale apparente assenza di vento.

I suoi alberi saranno alti circa 11 ed avranno un diametro (rami compresi ovviamente) di 8 metri, struttura interamente in acciaio che avrà però proporzioni e foggia di un vero albero al fine di poter essere inseriti nel contesto urbano senza contraccolpi estetici e, cosa fondamentale, produrranno energia eolica, quindi pulita e rinnovabile.

Ogni ramo sosterrà circa 72 foglie artificiali (turbine coniche ad asse verticale in modo da poter accettare vento da tutte le direzioni) le quali saranno colorate di verde scuro alcune e di verde chiaro alcune altre ed avranno il compito di intercettare il vento e trasformarlo in energia pulita.

Ogni struttura ad albero (chiamata Wind Tree) funziona già con vento di intensità molto bassa (minimo 2 metri al secondo) il che potenzialmente gli consente di lavorare, secondo le statistiche del vento parigine, per 280 giorni all'anno.

Gli alberi produttori di energia eolica non superano i 3,1 kw (tutte le 72 turbine per cadaun albero) quindi meno di una turbina tradizionale la quale però necessità di una maggiore intensità del vento per funzionare e dunque risulta attiva per un minore numero di giorni all'anno. 

Il primo albero sarà operativo dal 12 marzo 2015 in Place de la Concorde  a Parigi. Grande cura nell'estetica prevede la totale assenza di cavi a vista.

Silenzioso, esteticamente gradevole, resistente (deve durare 25 anni e resistere anche alle tempeste), massima versatilità nella produzione di energia eolica con qualsiasi vento.

Il costo di ogni Wind Tree dovrebbe essere pari a 30,000 euro circa che saranno ben ripagati dalla produzione di energia (per non contare la mancata immissione di anidride carbonica in atmosfera grazie alla produzione pulita).

Se il test avrà un buon esito immaginiamo che queste strutture potranno diffondersi rapidamente nelle principali metropoli con un'indiscutibile vantaggio economico e per l'ambiente. Così visibili nelle principali piazze cittadine saranno anche un bell'esempio educativo per giovani e meno giovani.

Noi ci crediamo e speriamo che presto avremo i primi alberi produttori di energia eolica in Italia.

Andrea Nesi

 

andrea

NASCE IL “MOVIMENTO DEL TURISMO ECO-GASTRONOMICO”

Noi paladini di una Nuova Poetica del Gusto, riuniti il giorno 5 gennaio 2015 presso la sede del Consiglio Provinciale di Chieti, la “Città Giardino d’Abruzzo e del Belpaese” per la presentazione del Lunario 2015, 
                                    decidiamo di costituire, 
su proposta del Centro Studi AICS “Domenico Spezioli”, in collaborazione con AICS – Commissione Nazionale Ambiente, ARGA-FNSI Abruzzo-Molise-Lazio e UCI Abruzzo, il 

     “MOVIMENTO DEL TURISMO ECO-GASTRONOMICO” 


al fine di valorizzare la cultura della ruralità, della naturalità e della biodiversità, di tramandare le tradizioni popolari e la maestria artigianale del mondo contadino, di far conoscere le pietanze,i percorsi, i prodotti di eccellenza agro-alimentari, di diffondere il desiderio del cibo quale stile di vita legato all’ecologia dell’alimentazione e, soprattutto, di promuovere il turismo ecologico e gastronomico del Centro Appennino. Per l'appunto denomina Eco-Gastronomico.
Un nuovo termine che alla gastronomia lega l’ambiente, una nuova frontiera dell’agricoltura e dell’ecologia, quale integrazione del più usato termine enogastronomia, che richiama il buon mangiare ed il buon vino. In questa  nuova  ottica turistica un ruolo determinante potrà essere svolta dall’eco-gastronomia che diventa, pertanto, sintesi interpretativa del complesso di eccellenze che contraddistingue un territorio in tutti i suoi aspetti più significativi e di maggiori valori artistici, storici e culturali. 
Ergo, l’idea è quella di dare vita ad un’associazione globale, legata fortemente al locale, affiliata AICS (Associazione Italiana Cultura e Sport), che faccia proseliti tra gli “eco-gourmet” e che diffonda all’estero, attraverso le Comunità degli Italiani nel Mondo, i valori che evocano la  convivialità, la creatività e la emozionalità del Made in Italy. 
Scopo principale del Movimento è quello di rilanciare le eccellenze eco-gastronomiche dell’Appennino, nel rapporto strategico paesaggio-cibo-viaggio, nell’intento di costruire, in chiave sostenibile e responsabile, una rete interattiva e mirata di associazioni, imprese, istituzioni che racconta e propaganda le principali tipicità agro-alimentari del posto, a partire dal Cibo della Transumanza, quale portabandiera delle cose buone del territorio. “Lu Magnà de la Transumanza” che costituisce il filo conduttore del Lunario 2015, il calendario dialettale del Centro Appennino, presentato in anteprima ad ottobre all’Expo di Milano nell’ambito del Consiglio nazionale dell’UNAGA-FNSI, il gruppo di specializzazione dei giornalisti che si occupano di agro-alimentazione e ambiente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana.
Le finalità del Movimento sono, quindi, quelle di elaborare, organizzare e realizzare ricerca, formazione, interscambio, eventi, concorsi, pubblicazioni e iniziative in genere a sostegno della cultura agro-silvo-pastorale del Centro Appennino, a partire dall’attività progettuale dei 4 Parchi Nazionali (Parco dell’Abruzzo-Lazio-Molise, Parco della Majella, Parco del Gran Sasso e Monti della Laga, Parco dei Monti Sibillini) della macro area interessata, per pianificare un diverso sviluppo turistico che prenda lo spunto dalla bellezza del paesaggio, dall’autenticità del cibo, dalla produttività economica di pregio delle aziende, dalla vivacità culturale del territorio.  
Buona agricoltura e buona ecologia vanno a braccetto. La gastronomia di qualità si difende e si promuove se opera in un ambiente di qualità, ovvero se l’attenzione e l’azione degli operatori del territorio sono strettamente funzionali alle eccellenze del cibo e del paesaggio. 
Tra le prime iniziative, il Premio Nazionale di promozione eco-gastronomico “Green Ribbon”, ideato da ARGA-FNSI Abruzzo-Molise-Lazio e riservato agli imprenditori ed operatori del settore agro-alimentare e l’organizzazione di un Festival del Turismo Eco-Gastronomico (Chessemagne) per creare un evento permanente di livello nazionale sul tema ed, infine, il lancio all’Expo di Milano del Manifesto del Turismo Eco-Gastronomico. Il nostro piccolo e grande contributo all’evento internazionale del 2015, con l’orgoglio e la speranza che sia una grande occasione per ripartire nei territori tutti del Belpaese e per tornare con più forza a progettare, come auspicato dagli organizzatori, il nostro futuro.
In estrema sintesi, si intende proporre una nuova mobilitazione positiva per il rilancio turistico del Centro Appennino, richiamandosi, non soltanto a parole, ma con fatti concreti, all’identità socio-economica delle regioni interessate dell’Italia Centrale. Questa strategia turistica avrà anche lo scopo di riscoprire, tutelare e rilanciare la rete tratturale, che ha costituito in passato e può costituire in futuro, il sistema degli “erbal fiumi silenti” di dannunziana memoria, delle diverse regioni appenniniche per dare forza e direzione ad un unico progetto turistico della nuova macro-area montana dell’Italia, pur nel rispetto delle autonomie locali, delle istituzioni pubbliche e dei centri universitari che hanno avviato iniziative di recupero, in ambito regionale ed europeo, del patrimonio naturale dei tratturi.
Il punto centrale della nostra proposta è costituito dalla elaborazione di una guida (cartacea ed on-line) eco-gastronomica delle pietanze,dei prodotti e dei percorsi di nicchia del Centro Appennino.
La missione che si intende mettere in agenda, pertanto, è la condivisione di un cammino progettuale e associativo che favorisca sinergie tra produttori, trasformatori, ristoratori, amministratori e consumatori dei luoghi montani e collinari, ricchi di storia e di arte del Belpaese. 
Una missione per ricordare a tutti che il cibo, come il nostro Lunario, è gusto e cultura, natura e sapienza, invenzione e tradizione, piacere ed economia.

Letto, approvato e sottoscritto da:   

Centro Studi AICS Spezioli (Ugo Iezzi)

AICS – Commissione Nazionale Ambiente (Andrea Nesi)

ARGA-FNSI Abruzzo-Molise-Lazio (Donato Fioriti)

UCI Abruzzo ( Antonio Padovani)

Associazione ambientalista Mondoverde (Armando Cesarini)

Associazione Sport & Turismo (Roberto Petruccelli)

AICS Chieti (Vaterio Cesarini)
AICS Abruzzo (Andrea Padovani)

Movimento per la Tutela del Vino Cotto (Mario D’Alessandro) 

Accademia dei Maccheroni alla Chitarra (Dante Di Francescantonio)

Comunità Sciaravujje – Chieti (Giovanna Basti)

Confesercenti Chieti (Lido Legnini)

Confesercenti Abruzzo (Enzo Giammarino)

Slow-Food Chieti (Aldo Mario Grifone)

FNSI (Giovanni Rossi)

andrea
elettricità dal moto ondoso

Elettricità dal moto ondoso, in Brasile primo test

Il prototipo è già una realtà, installato nel porto di Pecem (stato di Cearà).
La soluzione sembra, a sentire la descrizione, molto semplice ed interessante. Il modo ondoso fa oscillare un braccio meccanico, questo saliscendi attiva una pompa che spinge getti d'acqua ad una pressione sufficiente ad attivare una turbina collegata a sua volta ad un generatore.

Video Elettricità dal moto ondoso

Secondo l'ente brasiliano per l'energia elettrica, produrre elettricità dal moto ondoso potrebbe essere una straordinaria soluzione visto che la terra è ricoperta per i tre quarti dagli oceani. Sta di fatto che il Brasile avanza velocemente nello sviluppo di soluzioni per la produzione delle energie rinnovabili e punta, anche grazie a quest'utima innovazione, l'elettricità dal moto ondoso, a rappresentarne l'avanguardia mondiale.

Veramente interessante l'ipotesi di ricavare elettricità dal moto ondoso! Speriamo che i test diano buoni esiti e si dia il via ad una serie di installazioni che vadano a contribuire all'incremento delle percentuali di produzione elettrica da fonti rinnovabili. 

Andrea Nesi

 

andrea
approfondimento su discariche Bussi

Discariche Bussi, la prescrizione salva gli imputati. Il Ministro Galletti annuncia appello.

discariche bussi

approfondimento su discariche Bussi

E’ incredibile ma vero, nel 2014 risulta ancora difficile condannare dei colpevoli di reati ambientali. Eppure a Bussi le discariche ci sono, i veleni anche, i 19 imputati pure, l’azienda che li stipendiava anche (Montedison ndr).

Nessuna condanna per l’avvelenamento, accertato, delle acque e, riguardo il disastro ambientale, altro capo d’imputazione, arriva la derubricazione a disastro colposo e la conseguente assoluzione per prescrizione nel contempo sopraggiunta.

Per fortuna, si fa per dire, il Ministero dell’Ambiente, per voce (anzi twitter) del Ministro Galletti, annuncia che non ha intenzione di accettare questo stato di cose di fronte a reati certi e colpevoli noti. Ricorrerà in appello.

Nel contempo a Bussi restano i veleni che non hanno esaurito la propria pericolosità e continuano ad inquinare le falde acquifere, ma resta anche il forte senso di ingiustizia per le evidenti carenze giuridiche che consentono un epilogo tanto ingiusto, privo di buon senso e carico di amarezza per i cittadini direttamente interessati dal problema ma anche per tutti gli altri ai quali questa sentenza giunge come messaggio tutt’altro che rassicurante.

Speriamo nell’appello!!!
Andrea Nesi

andrea

AMBIENTE: AICS, ON-LINE L’ALBO DELLE STRUTTURE ECO-RICETTIVE

Aics Commissione NAzionale AMbiente

Aics Commissione NAzionale AMbiente

Si chiama “Albo Aics delle Strutture Eco-Ricettive” con sottotitolo “COMUNICA IN POCHI CLICK AI NOSTRI 960.000 SOCI QUANTO E’ SOSTENIBILE LA TUA STRUTTURA” la nuova iniziativa della Commissione Nazionale Ambiente di AICS che mira a catalogare le strutture ricettive in base alle caratteristiche di eco sostenibilità dirette ed indirette (http://www.ecovelaplay.com/albo-aics-eco-ricettivita).

Difatti non si fa riferimento alle caratteristiche estetiche o ai servizi della struttura, il che rappresenterebbe una inutile replica del sito internet della struttura medesima e che difatti viene riportato sotto forma di link nella scheda dell’Albo AICS Ambiente, ma si punta tutto su elementi qualificanti sul fronte ambientale a tutto tondo. Con alcuni requisiti obbligatori. La struttura deve infatti accettare di sottoscrivere due dichiarazioni, una contro gli OGM nella filiera alimentare ed una seconda in favore e sostegno della dieta Mediterranea. Deve inoltre possedere almeno 7 dei requisiti prospettati nella procedura di qualificazione AICS Ambiente. 
“Il nostro target ottimale è quello rappresentato dal turismo rurale, gli agriturismi, i B&B, gli affittacamere. Quelle realtà dove ci si aspetta di trovare rapporto umano, genuinità, tipicità. Ma anche, grazie alla collaborazione con i nostri 12.000 circoli sportivi associati, sport, natura, cultura. Una delle opzioni di qualificazione difatti chiede la disponibilità della struttura ad essere coinvolta in iniziative sportive e/o culturali organizzate da AICS sul territorio” Spiega Andrea Nesi responsabile del settore Ambiente di AICS ed ideatore dell’iniziativa
“Sul fronte della consultazione da parte dell’utenza sarà interessante prospettare come elementi primari gli aspetti ambientali diretti ed indiretti e solo successivamente la struttura vera e propria. Una scelta innovativa ma che va incontro alle recenti statistiche: il turismo ambientale tra i turisti stranieri arriva al 9,4% e tra gli italiani supera il 5% secondo i dati dell’Osservatorio nazionale turismo. L’iniziativa nasce per coinvolgere in primis i nostri 960.000 soci, ma è aperta a tutti ed entro breve sarà disponibile in versione multilingue” conclude Nesi
andrea