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AMBIENTE: AICS, Italia perde 3 posizioni (9 dal 2012) in TOP 40 paesi per energie rinnovabili

E’ la numero 42 l’ultima edizione del “Renewable Energy Country Attractiveness Indices“, il report che Ernst & Young realizza e rende disponibile ogni tre mesi ed attraverso il quale si offrono elementi di valutazione riguardo l’attrattività dei 40 paesi in classifica per gli investimenti in energia pulita.

L’Italia prosegue la sua discesa. Due anni addietro occupava la quinta posizione, per poi scivolare alla dodicesima lo scorso anno e raggiungere la quindicesima in questo report.

I 52,5 punti complessivi del nostro paese (vedi tabella in basso) derivano dall’oramai noto ‘Spalma Incentivi’ che colpisce gli impianti fotovoltaici sopra ai 200 kWp che è stato introdotto con il decreto competitività convertito in legge a inizio agosto e che si è tradotto in un calo dell’attrattività di tutte le tecnologie, ad eccezione della geotermia in cui l’Italia detiene il 6° posto mondiale.

Il report spiega l’impatto della succitata misura sull’intero settore ed inoltre evidenzia che, se il risparmio (ritenuto contenuto in alcune analisi) atteso dal Governo ci sarà, sarà messo a repentaglio dalle inevitabili azioni legali e dai probabili progetti abbandonati.

In aggiunta a ciò, la scelta di approvare un provvedimento con valenza retroattiva, crea un precedente che potrebbe scoraggiare investimenti stranieri in un momento in cui proprio il Governo cerca di attrarne per aiutare la ripresa del Paese, segnala Ernst & Young.

Sullo scenario internazionale, al primo posto della classifica torna la Cina, che con i suoi 75,1 punti supera gli Stati Uniti. La Cina vince anche per la nuova strategia che prevede la volontà di aprire alla possibilità di aprire le porte ai capitali stranieri, ma anche un ambizioso traguardo per le rinnovabili al 2017. Il danno economico causato dall’inquinamento atmosferico infatti è stimato, da autorevoli recenti studi, in oltre l’11% del Pil. Pechino è dunque fortemente determinata a frenare sul carbone che sta causando gravissimi danni ambientali e sanitari al paese.

RECAI Index - dati del settembre 2014

I PRIMI 10 IN DETTAGLIO:

1) CHINA

2) ESTADOS UNIDOS

3) ALEMANHA

4) JAPÃO

5) CANADÁ

6) ÍNDIA

7) REINO UNIDO

8) FRANÇA

9) BRASIL

10) AUSTRÁLIA

 

Paolo

OGM: AICS, PIU’ OGM STESSA FAME

Commissione-Nazionale-Ambiente-profilo-5“Dopo una breve pausa, gli articoli delle ultime settimane apparsi sulla stampa nazionale danno l’esatta percezione di una ripresa delle ‘ostilità’ da parte delle lobbies del biotech. Non che ci si fosse illusi di una loro resa beninteso. Questa volta però dovremmo far fronte a questa azione modificando il paradigma del No agli OGM contro il SI, che infine rischia di apparire sempre più una questione ideologica e povera di contenuti il che favorisce la lobby che si definisce del progresso facendo leva, tra l’altro, su una sorta di ricatti emotivi: gli OGM risolveranno il problema della fame nel Mondo” lo ha dichiarato Andrea Nesi, responsabile nazionale ambiente di AICS

“Ma la fame nel Mondo è causata dalla povertà e dalle disuguaglianze, non dalla carenza di cibo. Le persone non sono affamate a causa della produzione agricola insufficiente ma perché non hanno denaro per comprare il cibo, non hanno accesso alla terra per coltivarselo, perché il territorio è stato depredato, perché il sistema di distribuzione alimentare non funziona, perché mancano l’acqua e le infrastrutture per irrigare, conservare, trasportare e finanziare gli agricoltori. Noi già produciamo abbastanza cibo per nutrire l’intera popolazione mondiale ed era così anche durante il picco della crisi alimentare, nel 2008. L’attuale produzione alimentare è sufficiente per nutrire dieci miliardi di persone. Nel mondo si produce il 17% del cibo in più a persona rispetto a 30 anni fa eppure il numero degli affamati è ancora molto elevato. La crisi dei prezzi alimentari del 2008 e del 2011 si è manifestata in anni di raccolti da record, dimostrando con chiarezza che tali crisi non sono il frutto della scarsità di cibo. continua Nesi
“Lo spiega bene il Canadian Biotechnology Action Network (CBAN), commentato da Giovanni Fez, che ha appena pubblicato un rapporto che smentisce, punto per punto, tutte le ragioni delle major dell’OGM riguardo la funzione di questi ultimi nella soluzione del problema della fame nel Mondo [http://www.cban.ca/Resources/Topics/Feeding-the-World]. Non è certo il primo e non sarà neanche l’ultimo ma è un altro tassello che si aggiunge all’enorme mole di evidenze che dimostrano come gli organismi geneticamente modificati siano la peggiore delle strade imboccate. Anche sul fronte dei pesticidi, la promessa non è stata mantenuta. E degli utimi giorni la notizia di una mozione olandese che, dopo Russia, Tasmania e Messico, vuole a dire stop alla vendita di erbicidi a base di glifosato com il Roundup, il prodotto erbicida Monsanto alla base delle coltivazioni OGM. Esther Owehand ha presentato la proposta per vietare il glifosato insieme a Gerard Schouw, altro membro del Parlamento olandese. La mozione è stata adottata!”

“Come anche altri autorevoli rapporti, quello del CBAN conclude che abbiamo bisogno di metodologie agro-ecologiche differenti e sostenibili, sviluppando le economie alimentari su basi locali. Anche perché sono proprio i piccoli agricoltori (che spesso servono comunità locali) ad essere più produttivi dei giganti industriali (che puntano all’export)” conclude Nesi
Paolo

Con maggiore riciclo rifiuti urbani, minore utilizzo discariche ed incremento dei posti di lavoro che potrebbero triplicare in 6 anni

Icon (EVPT)Questo calcolo giunge dal WAS – Waste Strategy, il gruppo di esperti su rifiuti e riciclo, che sta elaborando il “WAS Report 2014”, rapporto che  include una valutazione ampia delle strategie economiche e politiche collegate al ciclo dei rifiuti e che sarà presentato a Roma il 30 ottobre prossimo.  A elaborarlo, Althesys, la societá professionale indipendente, specializzata nella consulenza strategica e nella ricerca nei settori ambiente, energia, utilities e rifiuti che già diffonde ogni anno Irex Report, il più autorevole rapporto italiano nel campo delle rinnovabili.

Solo diminuendo il ricorso alla discarica e implementando il riciclo dei rifiuti urbani nei prossimi anni si creerebbero fino a 195mila nuovi posti di lavoro. Oggi nel settore la cifra è ferma a 68.300 (secondo i dati 2013 di Federambiente): rispettare le direttive europee sulla diminuzione dei rifiuti in discarica e sull’aumento della differenziata e del riciclo significa triplicare il numero degli addetti, aggiungendo al settore un’occupazione che vale in termini assoluti quanto tutti gli occupati di Enel nel mondo.

Secondo il quadro normativo disegnato in Europa, l’Italia entro il 2020 è chiamata a rispettare una direttiva comunitaria (Direttiva Rifiuti 2008/98/CE)  e aumentare di almeno il 50% in peso i rifiuti urbani da riciclare. Nelle stime più prudenziali, quelle che invece di avere come riferimento la direttiva Ue prendono in considerazione uno sviluppo ‘business as usual’, comunque nei prossimi sei anni il ricorso alla discarica si ridurrà di quasi 4 milioni di tonnellate, con un aumento di occupazione pari 89mila nuovi posti di lavoro.

“In un quadro complessivo di questo genere, enormi sono le ricadute pratiche”, afferma Alessandro Marangoni, amministratore delegato di Althesys.

“Il dato generale ci parla di un vantaggio economico complessivo che può arrivare a sfiorare i 16 miliardi di euro: nel dettaglio, si tratta di 10,8 miliardi di giro d’affari sviluppati dalla filiera (raccolta differenziata, trasporto, selezione, compostaggio, ecc, ecc) e fino a 5 miliardi per le infrastrutture (impianti di selezione, compostaggio, termovalorizzazione, ecc. ecc). Anche mantenendo una previsione più prudenziale, il giro d’affari movimentato entro i prossimi sei anni è di circa 8 miliardi di euro. E positivi, appunto, sono anche gli effetti sul lavoro: si parla di una ricaduta occupazionale di quasi 195mila unità”.

Interessante, secondo le anticipazioni di Althesys, la suddivisione: solo nel Sud e nelle Isole – dove si parte da una situazione meno strutturata e dunque c’è più strada da fare – si potrebbero superare gli 89mila posti di lavoro, circa la metà degli occupati aggiuntivi generati dal ciclo virtuoso della gestione dei rifiuti, e anche nelle previsioni più prudenziali comunque si parla di oltre 30mila nuovi occupati (per il 60% impegnati nella raccolta differenziata).

Paolo

La regata ecologica raccoglie 25 quintali di rifiuti

rifiutlon Regata ecologica 2014Si è svolta sul lago di Bracciano la quinta edizione del trofeo velico eco-oriented. Scoperte e denunciate minidiscariche

Con circa cinquanta mezzi tra catamarani, canoe, sup, tavole da windsurf, barche a vela ed a remi e una missione “Agire Oggi, Pensando al Domani”. Accomunati da questo obiettivo si sono ritrovati lo scorso sabato sulle acque del lago di Bracciano i velisti partecipanti alla quinta edizione di Ecovela Play, la regata ecologica dove vince chi pulisce di più. Gli equipaggi, coadiuvati dai volontari della protezione civile, dalla motovedetta dei Carabinieri, dal mezzo di appoggio della Hydra ricerche, che ha anche messo a disposizione una squadra di subacquei, sono stati, infatti, muniti di guanti e sacchi per la raccolta differenziata con il preciso compito di raccogliere i rifiuti abbandonati sulle spiagge libere e nello specchio d’acqua nelle vicinanze della riva. Un’iniziativa di successo come dimostrano i risultati – 25 quintali di rifiuti raccolti – e le parole di Andrea Nesi, Presidente di Ecovela Play ed organizzatore dell’iniziativa. “E’ stata, per ora, l’edizione più partecipata e più proficua quanto alla quantità di rifiuti raccolti. La formula della gara/gioco diverte i ragazzi che partecipano con maggiore entusiasmo rispetto ad una tradizionale pulizia volontaria. E’ importante sottolineare che il lago di Bracciano ha delle acque straordinariamente pulite, che è iper controllato in quanto bacino idrico che serve l’acquedotto di Roma nord e che, infine, è bellissimo.  I rifiuti trovati sono pesanti ed ingombranti, alcuni anche trascinati delle intemperie, ma non chimicamente inquinanti (fatte salve 4 batterie lasciate in spiaggia dentro un cespuglio da un incivile). La nostra azione ha un impatto concreto nella pulizia, nel dare l’esempio di coinvolgimento e partecipazione alla cura del bene comune, di prevenzione. Difatti tutte le nostre associazioni si sono date la regola di controllare le rive del lago durante le attività sportive e segnalare attività sospette immediatamente alle autorità. I diversi gruppi da due/tre persone cadauno hanno scelto diversi posti dove avvicinarsi alla riva, o gettarsi in acqua, ed iniziare la raccolta di rifiuti coadiuvati dai volontari della protezione civile coordinati da Mario Gazzella, scoprendo i rifiuti più impensati dalle bombole per il gas, alle batterie auto, copertoni, due interi set da bagno, una barca spezzata in due”. Ogni team ha recuperato in media tra i 15 ed i 20 sacchi di spazzatura differenziata, accanto a numerosi oggetti voluminosi o taglienti. “I mezzi della Eco Sud, società di gestione della raccolta differenziata e dell’isola ecologica di Trevignano Romano, – conclude Nesi – hanno provveduto a prelevare tutto il materiale raccolto nel corso della giornata. L’iniziativa diventerà un appuntamento fisso con cadenza quindicinale, in Primavera/Estate coinvolgendo tutti i circoli velici del lago di Bracciano. Grazie a Raoul Albani Presidente del circolo Albatros di Trevignano Romano che ha ospitato e contribuioto fattivamente alla riuscita dell’evento, a alle associazioni Girovelando e Trevignano Outrigger  Va’a Team ed a tutti coloro che hanno contribuito a questo che consideriamo un successo”

Paolo

Le Cronache del Grigio 27 luglio 2014

IMG_3552-28In acqua sono già scesi gli hobie cat dragoon, una prova di nazionale, atleti adolescenti che capiranno presto il significato delle parole dei loro nonni: “chi ben comincia è a metà dell’opera”, ovvero: se sbagli la partenza..!!!
La nostra prova , quella dei “babbani”, è non convenzionale: la staffetta a Luna Rossa (un locale sull’altra riva del lago) sole, venticello, tutto sembra andare per il meglio, decidiamo per la partenza da terra ( anche per non dare impiccio ai “giovani dragoni”).
All’ora dello “skipper meeting” due bei tuoni e nuvoloni neri ci ricordano chi è l’oste con cui fare i conti.
Attendiamo (non cercare i guai che tanto ti trovano loro!!).
I nuvoloni si distraggono e noi, tutti schierati a riva come ai vecchi tempi, siamo pronti, allineati, un trionfo di vele colorate.
Al fatidico “via” si aggiunge l’abbaio di Ciro che sembra spronare il suo timoniere.
Vento giusto da giusta direzione, Michele prende subito vantaggio io dietro mi tengo alto, perché quando arriverò vicino all’altra sponda non voglio correre il rischio di dover bordeggiare. Michele intuisce e, da davanti, segue.
Anche troppo, è velocissimo e se lo può permettere.
Ma il vento è di perturbazione non di termica… sotto costa non gira!!!
Correggo la rotta e tutti quelli che erano dietro…. Insomma, mi ritrovo con Max sulle code e gli altri molto vicini.
Alla spiaggia di Luna Rossa arriviamo compatti e ci vuole tutto l’entusiasmo loro per aiutarci nella manovra di approdo e ripartenza.
Nell’operazione qualche posizione cambia, siamo tanti.
Michele riparte, saluta e se va!
Io, Max, Fabio, Giuliano, Andrea siamo tutti lì, in una manciata di metri.
La spunta Fabio, io subito dietro.
Decido di fare rotta dritto sull’arrivo mentre lui preferisce filare sulla linea più veloce.
A due terzi del percorso il vento cala, ma non sotto costa, quindi vedo Fabio che sale dritto lungo la spiaggia, ne avessi azzeccata una oggi, arranco, Michele ha già tagliato il traguardo, Fabio è la davanti.
Dietro a noi chiude in quarta posizione l’abbaio di Ciro.
Anche i dragoon hanno terminato e a terra si mescolano gli eventi, premiazione di adolescenti e presentazione del libro sulla strage di Utoia (lo scrivo come mi viene!).
La pioggia bagna tutto e tutti ma le bandiere sventolano comunque, quella di classe hobie cat, quella di Ecovelaplay, quella della Norvegia.
Così si chiude un’altro hobie day.
Ci vediamo il 10 agosto per la regata in singolo speriamo ci sia anche Nicola.
Grazie a tutti
Il Grigio.

Paolo

Utoya Memorial Regatta

DSC_0249Nonostante un meteo non clemente la regata si è svolta, così come la presentazione del libro di Luca Mariani “Il silenzio sugli innocenti – Le stragi di Oslo e Utoya” con l’autorevole presenza dell’On. Pia Locatelli. 
Ma andiamo per ordine. Skipper meeting convocato per le 14 ma rimandato per le avverse condizioni meteo, finalmente alle 15 il cielo si apre e dopo un rapido briefing con Enrico Maltagliati che ha illustrato campo di regata e linea di arrivo, alle 15,15 la regata prende il via.
Emozionante, me lo hanno detto in tanti, vedere le 15 barche battenti bandiera norvegese, scivolare sull’acqua una dopo l’altra.
Il vento ci ha sostenuti, più o meno, e sul primo bordo i distacchi si sono rivelati minimi. Ma è stato il bordo di ritorno che ha deciso tutto e mostrato le forze in campo. Michele inarrivabile con la fidanzata prodiera, Fabio Marcelli bravissimo in seconda posizione, terzo il Grigio. Mi fermo qui per non rubare il mestiere a Francesco e spazio alle “Cronache del Grigio”.
Tornati a terra, mentre ci si predisponeva per il dibattito, arriva la pioggia, battente!
Per nulla intimoriti, liberiamo una veleria ed improvvisiamo in un’atmosfera che sembra sempre più consona. Siamo su un lago, così come l’isola di Utoya, ci sono moltissimi giovani tra cui un dodicenne il cui papà è norvegese e che resta ad ascoltare il dibattito ed infine in compagnia della mamma si fa autografare il libro di Luca. Insomma tutto molto bello. Dopo una breve introduzione cedo la parola a Luca Mariani che ci proietta subito nel vivo dell’argomento, il successivo intervento, quello di Pia Locatelli, ascoltato in ossequioso silenzio, è stato straordinariamente lucido ed ha aperto ulteriori spazi di riflessione aggiungendo elementi ed informazioni grazie alla grande esperienza in politica internazionale e relativi rapporti personali.
Alcuni brani del libro letti dall’attore Mario Podeschi hanno lasciato il segno, in molti ci siamo commossi.
Avevo un certo timore rispetto al come in un circolo velico sarebbe stato recepito un dibattito che porta comunque a considerazioni di tipo politico, ma devo dire che i partecipanti, uno ad uno, sono venuti a comunicarmi soddisfazione ed orgoglio per il fatto che questo evento si sia svolto nel proprio circolo!
Grazie a tutti
Andrea Nesi

Paolo

Le Cronache del Grigio 20 – luglio 2014

_DSC1825piccolaCiao a tutti,
ormai è emergenza nazionale, su Facebook è apparsa un’immagine dell’esorcista che dice:”novembre esci da questo luglio”.
Domenica il rito è riuscito a metà: caldo da luglio e vento assente fino alle 16:30.
Ma la voglia c’era tutta e quindi tutti in acqua pronti via.
Per il Grigio un via meno peggio di altri ma sempre dietro, Andrea tenta la sortita sotto costa e Michele lo segue, Nicola (bella partenza) è avanti e fa regata a se.
Alla prima di bolina si misurano le scelte fatte: Andrea e Michele arrivano in boa lenti ma con una mezza lunghezza di vantaggio, io sono più veloce ma loro sono lì, per prudenza dovrei allargare e passare in coda ad Andrea, ma subito dopo c’è anche Michele e quindi dovrei scendere ancora e questo mi porterebbe …… Ok vedo un buco tra la boa ed Andrea, è un piccolo rischio che vale tre posizioni.
M’infilo ed avviene il miracolo! Andrea si esibisce nella “virata della vita” e riparte come un hobie cat, ma ormai la scena non si può fermare.
Quanto è lunga la fusione del timone? 20 cm! È proprio lì che mi prende con la prua, il resto è caos, nel disimpegno prendo anche la boa (no, no, siamo sportivi, quello forse avete sentito era l’eco di un gitante che diceva che la prossima estate sarebbe andato a Giovinazzo per la festa della Madonna!!!!!!).
Mi spiace che anche Michele sia stato incolpevolmente penalizzato ma questo è il gioco, come regola vuole faccio anche il mio 360 e per il Grigio è:”game over”.
Intanto Nicola, Fabio e Andrea tagliano il traguardo nell’ordine.
Seconda prova, la bandiera scende quando sono sulla linea, pura magia!
l’incantesimo prosegue sulla bolina quando vedo Nicola, dietro.
Questa è la mance del riscatto, penso,
ho vantaggio e decido di lasciarne un
pochino per portarmi su una line sicura, viro e vedo davanti a me comoda comoda la boa, tempo stimato: 3/5 minuti, gli altri: tutti dietro!
Ma se è buona regola non fare i conti senza l’oste, figurati senza vento!
È improvviso, implacabile, immobile, dopo 45 minuti alle 19:00 eravamo ancora lì fotografati chi mura a dritta chi a sinistra, immobili a una decina di lunghezze dalla prima boa.
Ogni tanto un singhiozzo di aria fa muovere le pose di qualche metro più in là, ma comunque nella direzione sbagliata.
Solo Michele, che se l’era presa comoda e alta, molto alta, ha girato la boa (in ca 20 minuti) e ora si fa portare dalle onde verso riva.
Seconda prova annullata.
A terra ci salva Nunzia che oltre al resto ha preparato dei crostini alle melanzane da 10 e lode.
Così si chiude un’altro hobie day, un’altro evento Ecovelaplay.
Grazie a tutti.
Il Grigio.

Paolo

Le cronache del Grigio 19 lug 2014

Sul lago di Bracciano, il 13IMG_3530-7 luglio a mezzogiorno, ti aspetti di vedere villeggianti sotto l’ombrellone con bambini in acqua, barche che si armano, canoe che scivolano sull’acqua e la variopinta baldanza dei catamarani in attesa della termica che puntuale darà inizio al balletto.

Tutto puoi immaginare meno di stare sotto dei permeabili tendoni per cercare riparo dal cielo nero che dispensa temporali e scrosci d’acqua come benedizioni su impenitenti peccatori. Sia chiaro la competizione si è svolta comunque e regolarmente, con la straordinaria partecipazione del grande “H”, che ha chiuso nel gruppo dei primi sul traguardo della seconda porzione di lasagna al radicchio! La regata? Ci vediamo sabato 19.

Sabato 19 luglio, non piove e il vento c’è, anche se stabilirne intensità e direzione è più roba da  intuizione metafisica che applicazione di osservazioni metereologiche.

Sulla linea di partenza c’è tutto il “nocciolo duro” di EcovelaPlay  ognuno con la sua idea di come e da dove partire, ed ognuno con la sua idea di come fare a trovarsi in quel punto quando mancano 15” al via.

La bandiera scende e le idee si trasformano in posizioni, idee molto diverse, posizioni molto diverse! Ciò che disturba e che raramente riesci a capire se era sbagliata l’idea o il modo in cui l’hai realizzata (non è una differenza da poco!) e poi trovi “l’amico saggio” che ti illumina sulla terza via: “erano sbagliate entrambe”.

Risultato, i tre partiti avanti sono molto avanti e nei due giri previsti per la prova, più che ridurre la distanza non posso fare, Nicola, Michele e jigen  davanti a tutti. E per dovere di cronaca riferisco che Michele, che già tenero non era, quest’anno ha anche “trovato” un nuovo prodiere: Amanda, “51 kg di velocità!”

Il Grigio è quarto alla partenza e quarto all’arrivo, ma sono contento, perché in due giri ho ridotto di molto il distacco! E questa è filosofia di vita, è vedere il bicchiere mezzo pieno, è avere un approccio positivo con gli eventi… ok è anche “consolati con l’aglietto!!!!!”

Ma è nella seconda prova che il meteo dà il meglio di se, dopo una partenza meno sbagliata, mi/ci troviamo il vento con salti di intensità e direzione anche di 60° nello spazio di due lunghezze, è tutta un’improvvisazione, con i “buoni” e gli “scarsi” che si mimetizzano e si mescolano per non farsi riconoscere (un buono d’intensità magari è scarso di direzione).

Il vento si stava ritirando e così il comitato ha chiamato la riduzione di percorso.

Sono quarto al giro dell’ultima boa, mi aspetta la discesa in poppa, il vento invece no, non aspetta! Sto strisciando sull’acqua e sono ormai pronto a fare il funerale alla speranza quando Rachele (santa Rachele) mi fa : “ ma la giù gli optimis si muovono!” non so se siamo stati gli unici a vederli o gli unici a crederci ma abbiamo puntato giù e quando siamo arrivati a prendere l’aria gli altri ormai erano a poche decine di metri dalla line dell’arrivo e noi molto lontano ma, loro fermi noi in movimento.

Al traguardo della seconda prova: noi davanti loro dietro, l’avevo detto : attenti al Grigio!

A terra siamo tutti pronti per la premiazione quando ci convoca il Grande H per commentare le nostre performance, ci prende, e ce ne da tante, ma tante…, partenze, tattica, conduzione, niente e nessuno si salva!

Almeno a scuola ti dicevano: “è intelligente ma non si applica!”, “E’ un peccato il ragazzo potrebbe fare di più!”. NO. Tutti bocciati senza appello.

Domani altra regata, promettiamo solennemente che ci applicheremo di più, un po’ perché è vero, un po’ perché abbiamo visto il tavolo apparecchiato, birra, pizzette, macedonia, ecc. è cosi che finisce un altro Hobie day.

Grazie a tutti

Domani tutti attenti alle partenze, voi: attenti al Grigio!

Paolo
Ecovela Play è supportato da KBioN

Le cronache del Grigio 28 giugno 2014

CatPrima prova su percorso non convenzionale valida per il trofeo Ecovelaplay 2014: il giro del lago.
La nostra prova si svolge all’interno della manifestazione Nastro azzurro, partenza in zona tra Vigna di Valle e Bracciano ovvero, rispetto a noi, dall’altra parte.
Può sembrare un dettaglio ma è per questo dettaglio che alle 11:30, dalle sponde di Trevignano, potevi vedere un gruppo di hc 16 in preda ad un attacco di pigrizia che si muovevano svogliati solo grazie alla forza delle braccia dei loro equipaggi.
Un po’ d’aria ci coglie giusto in tempo per asciugare la fatica e raggiungere il circolo dove formalizzare l’iscrizione e dove ci comunicano che mancano, improrogabilmente 5 minuti alla partenza!!!
Quella che segue è pura frenesia.
In qualche modo arriviamo alla zona di partenza, non abbiamo indicazioni ne sulle procedure di partenza, ne sul percorso. Così veniamo risucchiati nel vortice di monoscafi, multiscafi e macchine volanti (wild cat) che aspettano il “segnale”, il vento è salito e non poco, tanto che Andrea scuffia e viene prontamente raggiunto da un gommone dell’assistenza che gli comunica: ” guardi che lei non può stare qui”!!!
Io riesco a raggiungere la barca comitato e chiedo indicazioni, il Tizio mi fa segno che non può dirmi nulla perché sono già iniziate le procedure di partenza.
Proprio come a scuola!
Vince l’istinto di sopravvivenza e come a scuola: se non sai, copia!
Il gruppetto di Ecovela si è disperso, io individuo l’equipaggio delle ragazze venute da Bolsena e decido di mettermi in coda a loro, hanno l’aria di sapere il fatto loro, nel frattempo veniamo travolti da varie imbarcazione che procedevano in senso contrario. Erano partiti.
Il vento è salito ancora, doppio trapezio e a pochi minuti dal via, complice la partenza degna di Brancaleone alle Crociate, le distanze, tra gli Ecovela player si misuravano in centinai di metri.
Nicola e Michele la giù giù, Giuliano la giù, il Grigio qui, la dietro Andrea e Fabio, le ragazze di Bolsena, sparite all’orizzonte!
Più di un’ora di navigazione con Rachele fissa al trapezio ed io spesso pure, non è servita a cambiare l’origine di partenza che si è trasformato in ordine d’arrivo, con l’unica consolazione di vedere ampiamente ridotte le distante.
Torniamo al circolo dopo sette ore, siamo stremati.
Il giorno dopo ci sono le regate di classe ma non penso di partecipare, l’impegno di ecovelaplay era solo il giro del lago, perciò, con comodo e ancora stanco dalla prova del giorno prima arrivo al circolo in tarda mattinata.
Appena entrò nel parcheggio vedo la macchina di Rachele e la moto di Michele! Al circolo oltre a loro trovo anche Fabio, tutti che mi guardano come a dire: bè che facciamo?!?
Guardo loro, guardo le barche, penso alle giornate in ufficio e la risposta esce dal cuore non curante della fatica accumulata.
Al gruppo si unisce Giuliano, Andrea e fuori programma Francesco.
Raggiungiamo il campo di regata, ottima accoglienza e grande assistenza. Grazie Domenico.
Pronti per la prima prova con ancora più vento di ieri, tanto che i nostri 155 KG anche appesi, a volte non bastano a tenere giù gli scafi. Personalmente: mai navigato così!
Giusti i tempi e la posizione Rachele mi grida: via, via ora!! Lei guardava avanti io ho visto dietro le due ragazze lanciate con uno scafo nell’acqua e l’altro per aria sopra la mia poppa. Non ho pensato e le ho fatte passare! Riesco a tenere dietro Michele fino all’ultimo lato di lasco, ma il ragazzo impara presto ed il verdetto della boa è implacabile: oggi l’allievo ha superato il mastro, ed è giusto così ( altrimenti non ci sarebbe evoluzione!)
Ma, come si dice… “Attenti al Grigio!”
Alla seconda prova siamo ancora lì, pronti via, il vento è salito ancora, siamo a ridosso dei tre “professionisti”.
Il peso ci aiuta e alla prima virata guadagnamo una posizione, secondo bordo, in due al trapezio spalla a spalla e non basta, teniamo, siamo lì con gli agonisti, che emozione, che freddo, che stanchezza, virata e … Che scuffia!
Si dice che il bravo marinaio è quello capace di tirarti fuori da ogni situazione, quello saggio non ti ci fa mettere.
Quindi torniamo a casa, non ho più la forza neanche per mettere il carrello sotto gli scafi, mi rendo conto che ciò che mi ha tenuto in piedi è l’adrenalina, l’emozione di regatare con quelli forti, sentire gli scafi che sembrano volersi staccare dall’acqua.
Giornata fantastica.
Grazie Hobie Cat.
Il grigio.

Paolo