Ogm, in Ue si discute rinazionalizzazione. Italia ferma ad aspettare

Il tempo stringe ma i presupposti non sembrano lasciare intravedere alcuna soluzione per gli organismi geneticamente modificati. La commissione europea ha approvato lo scorso 13 luglio il pacchetto legislativo di Barroso che permette agli Stati membri di autorizzare o vietare le coltivazioni transgeniche all’interno dei propri confini. Secondo il principio dell’autodeterminazione chi vorrà  coltivare Ogm in campo, o vietarne l’uso, lo potrà  fare. Una “soluzione” che secondo Francia, Germania e Spagna potrebbe minare la politica comune europea sulla materia. Ieri il commissario europeo alla Salute e alle Politiche dei consumatori John Dalli è tornato sulla questione e ha detto in un’intervista a Reuters di voler sostenere nuove norme sulle coltivazioni di Organismi geneticamente modificati. “Il processo andrà  avanti, sta andando avanti. Non abbiamo intenzione di aspettare”, ha detto. I ministri dell’Agricoltura Ue discuteranno la riforma il prossimo 27 settembre e Dalli ha annunciato che la Commissione “continuerà  ad utilizzare unilateralmente il suo potere per autorizzare delle tipologie di coltivazioni e di importazioni, laddove i governi locali non riescano a prendere decisioni in merito”. Mentre in Europa si discute sulla sorte del processo di ri-nazionalizzazione previsto dal regolamento Ue che modifica la direttiva 2001/18/ce sugli Ogm, in Italia è tutto fermo e si rimane in attesa. Se la norma dovesse passare – ma ci sono frange trasversali in Parlamento europeo che si dicono contrarie – lo stato membro è tenuto, per norma superiore, a legiferare in merito. Senza più prendere tempo.


Gli assessori regionali si vedranno il prossimo 30 settembre – dopo aver rinviato l’incontro previsto a metà  del mese – per rivedere le carte in tavola a fronte del nuovo regolamento che mette in discussione il principio di coesistenza in base al quale si è deciso fino ad ora. Dal ministero delle Politiche agricole – nonostante le dichiarazioni di Giancarlo Galan a favore della ricerca – non c’è ancora un segnale decisivo. E il presidente del Cnr-Consiglio nazionale della ricerca Luciano Maiani scrive al ministro di via Venti Settembre per discutere della questione. Nella missiva di cui IL VELINO è venuto in possesso e datata 5 luglio 2010, Maiani scrive a Galan: “Signor ministro, mi permetto di scrivere per chiederle di volermi concedere una breve udienza affinchè possa esporle i programmi dell’Ente nei settori agroalimentare e biotecnologico. Le sue dichiarazioni in tema di ricerca su organismi geneticamente modificati – prosegue Maiani – hanno destato il più grande interesse nella comunità  scientifica e il Cnr è un centro di eccellenza per questo genere di sperimentazioni”. A quanto risulta al VELINO Maiani e Galan non si sono ancora incontrati.